E' la critica principale che l'uomo della strada fa quando si parla di Grundig: "se non è stato scoperto all'epoca significa che non c'era nulla da
scoprire...non possono avere sbagliato tutti".
Ultimamente ho incontrato un altro caso eclatante che, al contrario di Grundig, almeno negli States e in alcuni paesi europei un certo successo lo ha avuto all'epoca (1993-2002)
mentre in Italia è stato importato per un breve periodo. Parlo del marchio di diffusori DAL (Dunlavy Audio Labs) che, a quanto mi risulta, è stato
l'unico marchio che sia mai esistito ad avere una intera gamma di diffusori in cui venivano a coniugarsi i tre pilastri fondamentali necessari al fine di una corretta ricreazione timbrica e prospettica:
1) sospensione pneumatica...non è possibile approcciarsi ad un discorso di fedeltà assoluta senza confinare l'emissione posteriore.
2) radiazione simmetrica MTM...l'unico modo per simulare un monovia evitando distorsioni d'immagine dovute alla collocazione degli altoparlanti su pannello.
3) coerenza temporale...una risposta all'impulso pressochè perfetta che "tradotto" dal linguaggio tecnico significa non solo una risposta in frequenza lineare ma anche e soprattutto una risposta in fase acustica altrettanto lineare.
Ci troviamo cioè di fronte agli unici sistemi mai prodotti sul pianeta che simulano in tutto e per tutto (e cioè anche temporalmente) un'emissione monovia.
Quando un sistema di questo genere viene pilotato da una catena full CCI l'esperienza d'ascolto lascia semplicemente senza parole...la sensazione è LIVE...ma la parola "live" stessa viene ad assumere un significato che nessuno ha mai neppure osato pensare.
Ironia della sorte...un diffusore dalla trasparenza unica se pilotato da un sistema non trasparente (come tutti quelli con cui è stato ascoltato all'epoca...) si ritrova le
critiche dovute ai difetti della catena a monte: l'unico "difetto" che questi diffusori hanno è la capacità di mettere in luce i difetti (ma anche i pregi se ci sono...)
delle elettroniche a monte.
Leggendo una recente discussione su un forum americano, ad una persona che chiedeva info sulle straordinarie prestazioni strumentali di questi diffusori del passato se
ne è uscito lo stesso stereotipo sopra citato: "se la fase fosse così importante perchè tutti (rare sono le eccezioni dopo un'iniziale breccia aperta negli anni 70 da Dahlquist DQ10 e B&W DM6..) l'hanno trascurata in tutti questi anni ?"
Perchè le rogne quando è possibile tutti cercano di evitarle...basta essere tutti d'accordo nel dire alla gente che certe cose non sono udibili...o semplicemente (come è avvenuto con la rogna "fase acustica") smettere di parlarne...non averlo più come argomento sotto i riflettori...lasciare che la gente lo dimentichi...
L'alternativa è molto più comoda, facile da realizzare e decisamente più facile da progettare e comporta pure meno problemi estetici per cui...
Se a ciò associamo il fatto che con il piattume sonoro che circola sia nelle sorgenti che nella amplificazioni, la maggiore trasparenza (dovuta alla correttezza temporale)
metterebbe maggiormente in luce i difetti delle elettroniche (quei difetti che tanti osannati progettisti non sono ancora riusciti a risolvere...) va da se che risulta quindi molto meglio evitare una rogna (fase acustica) nascondendo meglio al contempo un'altra rogna (mancata soluzione del "Problema" nelle elettroniche).
L'esoterismo odierno è ormai distante anni luce dall'affrontare i problemi reali...ci si cura solo delle laccature, delle punte o dei connettori /cavi massicci da adottare, dei bei vu-meter e della cura costruttiva estetica sia esterna che INTERNA degli apparecchi: da molti anni si vende a scatola chiusa in funzione di ciò che l'occhio vede...l'orecchio è relegato dalla maggior parte degli appassionati eso ad avere una funzione secondaria che può solo dare il proprio avvallo a quanto l'occhio ha già scelto.
La domanda che in questo forum potrebbe risultare lecita quindi è: se neppure a fronte di dati strumentali impeccabili questi diffusori hanno avuto il successo planetario che meritavano...parallelamente...se vi fosse anche una misura strumentale che mettesse in chiara luce i vantaggi all'ascolto dell'interfacciamento circuito/telaio sulle elettroniche in quanti pensate la riterrebbero determinante?
E in quanti invece non continuerebbero imperturbabili sul loro attuale cammino (qualunque esso sia)....una imperturbabilità che l'uomo adotta nei confronti di tutte le cose che lo infastidiscono...addirittura nei confronti delle guerre (purchè non lo riguardino direttamente...) ?
Ci sono due gruppi fb americani (nessuno europeo) che si occupano di Dunlavy...uno con 14 iscritti e un altro con meno di 30 iscritti....numeri ridicoli se paragonati alle decina di migliaia di iscritti sui gruppi dei marchi eso più popolari.....così gira il mondo.
L'umanità funziona come un gregge di pecore...l'unica differenza è che le pecore sono consapevoli di avere un pastore che le dirige.
Per coloro per cui "la maggioranza non può avere torto" dedico il seguente aforisma:
Centinaia di milioni di mosche non possono aver torto mangiando merda!
La maggioranza non può avere torto...
- M.Ambrosini
- Site Admin
- Messaggi: 4367
- Iscritto il: ven 9 feb 2018, 7:10
- Località: Ravenna
- Contatta:
La maggioranza non può avere torto...
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Massimo