Immaginate come si sono sentiti gli scienziati dell’epoca quando rompiscatole come Galileo o Copernico hanno avuto la sfrontatezza non solo di porre dubbi sulla teoria geocentrica Tolemaica ma anche di proporne una totalmente rivoluzionaria.
Se per duemila anni l’uomo ha creduto che la Terra fosse al centro dell’Universo lo si deve non solo alle ritrosie della Chiesa ma anche all’obiezione più ricorrente degli uomini di scienza di quel lungo periodo: “da centinaia di anni ogni fonte scientifica sostiene che la Terra è al centro dell’Universo, se fosse un concetto errato sarebbe da tempo stato superato”
Galileo fu addirittura costretto a ritrattare per evitare gravi conseguenze.
Ad oggi, periodo in cui hanno molta più influenza i condizionamenti a chiacchiere dei social piuttosto che i fatti che a volte (grazie all’AI che ci ha reso possibile falsificare ogni cosa) vengono a volte non creduti ed etichettati come fake, viviamo un’epoca storica in cui sentiamo profondamente il bisogno di verità ma al contempo percepiamo di essere bersagliati come siamo da qualunque genere di informazione fatua…abbiamo ciascuno di noi per auto protezione assunto sempre più “l’atteggiamento dello schiacciasassi” ovvero di totale indifferenza rispetto a qualunque novità che ci venga proposta. Il timore è sempre lo stesso: PAURA che la nostra vita possa volgere al peggio a fonte di novità che facciamo entrare in essa.
E’ di pochi giorni fa la sospensione di una trentina di parlamentari che hanno impedito con un atteggiamento totalmente antidemocratico una pacifica assemblea a persone di destra al grido di “fascisti"...non accorgendosi di essere loro stessi a porre in atto in tal modo un atteggiamento fascista.
E’ questo un mondo in cui spesso si da del proprio agli altri per la PAURA che questi “altri” ci possano nuocere nel prossimo futuro. Se cercate di essere critici con voi stessi non potete non osservare questo meccanismo che è alla base di qualunque rapporto interpersonale.
Anche in “alta fedeltà” si assiste a questo per cui può capitare che chi svolge da cinquant’anni un lavoro sempre fondato sulle medesime metodiche possa risultare infastidito da chi sostiene che tali metodiche sono errate in quanto non tengono in conto di importanti variabili in essere.
Credo che sia già un merito considerevole e raro oggi quello di offrire libertà di espressione anziché censurare le opinioni fastidiose, un merito che dovremmo valutare con molta più rilevanza di quanto non si faccia normalmente essendo la base indispensabile per mantenere una democratica convivenza fondata sul confronto delle opinioni.
Viva quindi i rompiscatole intesi come coloro che cercano di farci vedere i lati oscuri delle medaglie ma viva anche chi permette loro libera espressione.
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Massimo