Fase acustica & condizionamento
Inviato: lun 22 apr 2024, 10:58
Ci sono persone che si incontrano nella vita che mantengono un atteggiamento di infallibilità che appare non scalfibile eppure pure loro sbagliano ma quasi mai (alcuni proprio MAI) ammettono gli errori commessi.
Da questo punto di vista chi segue questo forum da anni penso abbia riscontrato una certa onestà intellettuale nel sottoscritto...spesso mi sono guardato indietro e nel momento in cui ho riscontrato di aver commesso errori anche solo a fronte di un'indicazione errata non ho mai avuto problemi a correggermi.
Più di un editoriale è stato incentrato sull'onnipresente potere del condizionamento...in questi giorni posso dire di aver messo chiaramente la parola fine alla domanda: influisce la fase acustica all'ascolto?
La risposta (per il mio orecchio) è sì.
Ma non è tanto questo il punto che volevo esporre in questo post.
Il punto è la propensione che chiunque di noi ha nell'essere tacitamente condizionato quando tutti seguono un certo percorso.
Dahlquist negli anni 70 con i suoi DQ10 apri' un nuovo percorso che vide tutti gli altri decisamente in gap...poi arrivarono gli inglesi con i B&W DM6 primo (e mi risulta tutt'ora unico) diffusore inglese a correzione di fase....ed entrambi questi diffusori al mio orecchio erano decisamente "più liberi" degli altri...poi ebbi occasione a casa di un conoscente (andavo ancora a scuola) di ascoltare i DCM time windows, uno strano diffusore reflex con componenti Philips che dichiarava una perfetta risposta all'impulso (e quindi coerenza di fase)...e pur con il limite del reflex la prospettiva che ricreava (a fronte di un'amplificazione SAE poi...) era ragguardevole. Altro tassello a favore dei diffusori in fase.
Dopo i DM6 incontrai sul mio cammino i Quad ESL63 (altro diffusore corretto in fase) che non a caso mi fecero compagnia per una decina d'anni. A convincermi di smontare i Quad fu una box 300 buttata sul pavimento...certo non su tutto ma era sotto certi aspetti migliore (e quando si fa il callo ai difetti di un diffusore si cerca soprattutto di risolvere quelli e si presta poca attenzione al resto). Da allora iniziai il percorso in Grundig e "dimenticai" il risvolto "fase acustica"...una bella libertà c'era anche sui diffusori Grundig del resto (anche se dipendeva da altro...).
Tutto il mondo ha velocemente abbandonato negli anni 80 la "rogna" fase acustica...troppi problemi comportava la soluzione di questo problema. Ed ecco che quando tutti abbandonano una cosa lentamente ci si convince che forse una gran importanza non ce l'aveva quella cosa. Il potere del condizionamento...sempre lui a fare il buono ed il cattivo tempo sulle nostre teste.
Se i diffusori Grundig hanno una libertà maggiore rispetto ad altri lo devono al fatto che vengono curati aspetti (dettagli che sono insignificanti per il 99% degli altri costruttori) la cui somma determina una differenza all'ascolto importante rispetto agli altri. Abbiamo ascoltato tutti su questo forum (almeno spero...) la differenza tra un diffusore Grundig correttamente installato e qualche altro diffusore egualmente non corretto in fase anche di rilievo (come ad esempio le LS3/5a)...spesso all'ascolto si ha l'impressione di aver migliorato l'amplificazione quando si passa ai diffusori Grundig. Ecco...esattamente la stessa cosa è l'impressione che si ha quando si passa da un diffusore non in fase ad uno corretto in fase sembra di fare uno step ulteriore su quelle caratteristiche che contraddistinguono un'elettronica CCI rispetto ad un'altra. Solamente che in questo caso il CCI non c'entra nulla ma c'entra solo la coerenza temporale.
"Grazie" ai condizionamenti ci ho messo quarant'anni a darmi una risposta chiara sulla mia sensibilità alla correttezza della fase acustica e per avermi sbloccato da questo stato devo ringraziare un progettista americano morto da 17 anni: John Dunlavy.
Sono in attesa che il falegname mi consegni i mobili per il prototipo delle DSL II phased e sono in fermento come non mi capitava da almeno una ventina d'anni a questa parte!
Da questo punto di vista chi segue questo forum da anni penso abbia riscontrato una certa onestà intellettuale nel sottoscritto...spesso mi sono guardato indietro e nel momento in cui ho riscontrato di aver commesso errori anche solo a fronte di un'indicazione errata non ho mai avuto problemi a correggermi.
Più di un editoriale è stato incentrato sull'onnipresente potere del condizionamento...in questi giorni posso dire di aver messo chiaramente la parola fine alla domanda: influisce la fase acustica all'ascolto?
La risposta (per il mio orecchio) è sì.
Ma non è tanto questo il punto che volevo esporre in questo post.
Il punto è la propensione che chiunque di noi ha nell'essere tacitamente condizionato quando tutti seguono un certo percorso.
Dahlquist negli anni 70 con i suoi DQ10 apri' un nuovo percorso che vide tutti gli altri decisamente in gap...poi arrivarono gli inglesi con i B&W DM6 primo (e mi risulta tutt'ora unico) diffusore inglese a correzione di fase....ed entrambi questi diffusori al mio orecchio erano decisamente "più liberi" degli altri...poi ebbi occasione a casa di un conoscente (andavo ancora a scuola) di ascoltare i DCM time windows, uno strano diffusore reflex con componenti Philips che dichiarava una perfetta risposta all'impulso (e quindi coerenza di fase)...e pur con il limite del reflex la prospettiva che ricreava (a fronte di un'amplificazione SAE poi...) era ragguardevole. Altro tassello a favore dei diffusori in fase.
Dopo i DM6 incontrai sul mio cammino i Quad ESL63 (altro diffusore corretto in fase) che non a caso mi fecero compagnia per una decina d'anni. A convincermi di smontare i Quad fu una box 300 buttata sul pavimento...certo non su tutto ma era sotto certi aspetti migliore (e quando si fa il callo ai difetti di un diffusore si cerca soprattutto di risolvere quelli e si presta poca attenzione al resto). Da allora iniziai il percorso in Grundig e "dimenticai" il risvolto "fase acustica"...una bella libertà c'era anche sui diffusori Grundig del resto (anche se dipendeva da altro...).
Tutto il mondo ha velocemente abbandonato negli anni 80 la "rogna" fase acustica...troppi problemi comportava la soluzione di questo problema. Ed ecco che quando tutti abbandonano una cosa lentamente ci si convince che forse una gran importanza non ce l'aveva quella cosa. Il potere del condizionamento...sempre lui a fare il buono ed il cattivo tempo sulle nostre teste.
Se i diffusori Grundig hanno una libertà maggiore rispetto ad altri lo devono al fatto che vengono curati aspetti (dettagli che sono insignificanti per il 99% degli altri costruttori) la cui somma determina una differenza all'ascolto importante rispetto agli altri. Abbiamo ascoltato tutti su questo forum (almeno spero...) la differenza tra un diffusore Grundig correttamente installato e qualche altro diffusore egualmente non corretto in fase anche di rilievo (come ad esempio le LS3/5a)...spesso all'ascolto si ha l'impressione di aver migliorato l'amplificazione quando si passa ai diffusori Grundig. Ecco...esattamente la stessa cosa è l'impressione che si ha quando si passa da un diffusore non in fase ad uno corretto in fase sembra di fare uno step ulteriore su quelle caratteristiche che contraddistinguono un'elettronica CCI rispetto ad un'altra. Solamente che in questo caso il CCI non c'entra nulla ma c'entra solo la coerenza temporale.
"Grazie" ai condizionamenti ci ho messo quarant'anni a darmi una risposta chiara sulla mia sensibilità alla correttezza della fase acustica e per avermi sbloccato da questo stato devo ringraziare un progettista americano morto da 17 anni: John Dunlavy.
Sono in attesa che il falegname mi consegni i mobili per il prototipo delle DSL II phased e sono in fermento come non mi capitava da almeno una ventina d'anni a questa parte!
