Conoscenze perdute

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M.Ambrosini
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Conoscenze perdute

Messaggio: # 22862Messaggio M.Ambrosini »

In questi giorni osservando su un social un paio di vecchie Acoustat Monitor misconosciute dai più riflettevo su quante conoscenze in generale si perdono a fronte dei normali passaggi generazionali.
Se ci pensate le uniche cose che si tramandano da generazione in generazione sono gli insegnamenti impartiti a scuola e quelli che possiamo apprendere in famiglia. A ciò ovviamente si aggiungono le esperienze di vita di ciascuno di noi ma…se qualcosa del passato non viene in alcun modo tramandato alle nuove generazioni in quanto non fa parte del normale programma scolastico che si fa?
Semplicemente si perde.
Restringendo all’ambito musicale ad esempio anche un gruppo che ha fatto la storia del Rock come i Deep Purple è misconosciuto tra i giovanissimi ….tranne che per quelli con un padre che all’epoca era rockettaro e che quindi ha trasmesso ai propri figli tale conoscenza. I miei figli non avevano mai sentito nominare Lucio Battisti fino a poco tempo fa.
Restringendo all’ambito audio tale perdita è ancora più ingente in quanto gli appassionati audio d’epoca non hanno (per la maggior parte dei casi) neppure l’attenzione dei propri figli su tali argomenti….oggi si ascolta musica in cuffia dal proprio telefonino…molti non sanno neppure cosa sia l’alta fedeltà!
Va da se che quindi non ci sia da stupirsi se sui social non si riconosce (e per questo si deride vedendola senza griglia anteriore ) un diffusore come la Dahlquist DQ10 che ha fatto veramente la storia dell’alta fedeltà come pochissimi altri diffusori (meno delle dita di una mano…).
La “correttezza temporale” dell’emissione è un aspetto pure dimenticato…mai sentito nominare da molti appassionati odierni a causa di scelte commerciali effettuate in passato e conseguente “perdita di memoria” dovuta al ricambio generazionale.
Nei miei primi sessant’anni ho imparato come i ricambi generazionali siano come onde di mare che cancellano ogni orma precedente, mantenendo purtroppo una ridottissima memoria storica.

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Massimo
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