Quando ho scritto l'editoriale di questo mese sapevo che sarebbe stato tra i meno letti...nessuno infatti considera se stesso come individuo condizionabile per cui di fronte ad un editoriale di questo genere si passa oltre ritenendo se stessi "al di la del fossato".
Vorrei raccontarvi a tal proposito un episodio che recentemente mi è capitato con una persona a fronte dell'ascolto di una differenza che al recente meeting tutti hanno ascoltato e ritenuto ben consistente con appena un singolo confronto "andata e ritorno": la differenza che si ha sul finale Sumo The Nine Plus a fronte della piccola modifica meccanica che ho suggerito su AudioReview del mese scorso.
Questa persona ha ascoltato questa differenza ponendo come condizione di non voler conoscere quale fosse la migliore o la peggiore condizione "perchè non voglio essere affetto da bias cognitivi", giusta premessa ho pensato.
Dopo svariati confronti tra queste due soluzioni ho chiesto:" hai sentito la differenza ?"
La risposta è stata: "mi spiace ma non ho mai sentito differenze tra questo genere di cose anche in altre circostanze proposte da miei amici".
E questo cosa altro è se non un bias cognitivo palesemente espresso?
Chi si è sottoposto a questo test lo ha fatto accomunando a priori le esperienze precedenti fatte con amici che ha ritenuto (erroneamente) simili con quanto da me dimostrato.
Il risultato pertanto non poteva che essere lo stesso nella sua mente. E quando la nostra mente si convince di qualcosa non c'è santo che tenga: tale convinzione diventa dominante.
E questo a fronte di differenze così evidenti che (ci guardavamo in faccia io e mia moglie increduli) avrebbe sentito anche una persona dotata di notevoli gap uditivi...se non fosse stata condizionata a priori.
Ovviamente non dirò chi è questa persona (neppure privatamente) in quanto non è questo che importa. Riporto solo questa esperienza come palese esempio di quanto sia condizionabile l'essere umano e lo diventi tanto più quanto più ritiene di non esserlo.
Per questo l'editoriale di questo mese andrebbe letto con estrema attenzione e senso critico...ma il senso critico è invece sempre più in disuso (perchè comporta fatica ragionare...e la fatica non la vuole più fare nessuno) sostituito dalla superficiale propensione ad etichettare velocemente tutto "a simpatie".
Con l'intelligenza artificiale che si sostituisce a quella naturale (che è per di più in calo) uno scenario futuro alla "matrix" non è purtroppo più da ritenere fantascienza a mio modesto avviso.
Editoriale e bias cognitivi
- M.Ambrosini
- Site Admin
- Messaggi: 4369
- Iscritto il: ven 9 feb 2018, 7:10
- Località: Ravenna
- Contatta:
Editoriale e bias cognitivi
Massimo
- giorbe
- Messaggi: 44
- Iscritto il: lun 18 nov 2019, 15:56
- Località: North Carolina, Stati Uniti
Re: Editoriale e bias cognitivi
Ho cercato di far notare la qualita' di cui si parla qui ad un mio amico locale, anche indirizzandolo al tuo sito ma purtroppo gli e' tutto passato sopra la testa e continua con le sue casse a pannello ecc.
Che ci vuoi fare? Tanti anni di ndottrinamento, soldi spesi, idee calcificate.
Penso sia una guerra persa. Non e' solo questione di hifi.
Che ci vuoi fare? Tanti anni di ndottrinamento, soldi spesi, idee calcificate.
Penso sia una guerra persa. Non e' solo questione di hifi.
Giorgio
- M.Ambrosini
- Site Admin
- Messaggi: 4369
- Iscritto il: ven 9 feb 2018, 7:10
- Località: Ravenna
- Contatta:
Re: Editoriale e bias cognitivi
Purtroppo è così...e vedendo la cosa dal punto di vista di chi ha dedicato quarant'anni della propria vita in ricerca audio ciò è molto triste.giorbe ha scritto: lun 15 giu 2026, 23:29 Ho cercato di far notare la qualita' di cui si parla qui ad un mio amico locale, anche indirizzandolo al tuo sito ma purtroppo gli e' tutto passato sopra la testa e continua con le sue casse a pannello ecc.
Che ci vuoi fare? Tanti anni di ndottrinamento, soldi spesi, idee calcificate.
Penso sia una guerra persa. Non e' solo questione di hifi.
Ci si aspetterebbe che a fronte di maggior comunicazione (vedi social attuali) l'indottrinamento venisse a ridursi ed invece capita l'esatto contrario, raggiunge il suo apice.
L'editoriale pubblicato a Gennaio 2021 è emblematico rispetto a quanto insensibile e dotato di paraocchi da cavallo sia diventato l'essere umano contemporaneo:
viewtopic.php?t=1399
C'è chi ha una gran paura del passato...per quanto mi riguarda ho invece molta nostalgia del periodo in cui il telefono era appeso ad un filo e le persone parlavano col proprio vicino di casa perchè internet non esisteva...i condizionamenti c'erano comunque ma non venivano amplificati a dismisura come invece accade oggi.
Massimo