La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

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M.Ambrosini
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La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24326Messaggio M.Ambrosini »

Riporto qui un link che riguarda 50 anni di storia del marchio B&W: https://www.audiotekworld.com/it/la-storia-della-b-w

A proposito del B&W DM6 si scrive:

La vera rivoluzione arrivò nel 1974, quando fra le fila della B&W approdò il noto designer Sir Kenneth Grange. Famoso per innumerevoli realizzazioni industriali, Sir Kenneth si impegnò con Bowers per sviluppare un diffusore fuori dagli schemi. Il connubio diede i suoi frutti e poco tempo dopo ebbe luce il “pinguino in gravidanza” le B&W DM6. L’inarrestabile ricerca di Bowers portò differenti migliorie strutturali e acustiche. Il DM6 fu il primo diffusore equipaggiato con midrange in Kevlar. Firma indiscussa dell’azienda britannica, che dopo quarant’anni, porta ancora tale fregio.

Ora l'unico aspetto per cui il DM6 risultò RIVOLUZIONARIO fu la correttezza temporale di emissione (chiamata all'epoca "correzione di fase")...era una cosa talmente pubblicizzata da B&W sulle riviste del tempo che chiunque fosse appassionato di alta fedeltà (anche se distratto) non poteva non saperlo!

Bene...nel suddetto racconto storico NON SE NE FA CENNO!!!!

In B&W fin dalla presentazione della prima serie di 801 (quindi il modello che sostituì il DM6 nel 1980 ad un prezzo esattamente doppio) non si fece più alcun cenno alla correttezza temporale facendo sembrare che questo aspetto fosse ritenuto superato lasciando spazio ad un modo di progettare altoparlanti molto più semplice e redditizio ma rimanendo la presa in giro di una apparente rifasamento dovuto all'arretramento di midrange e tweeter su tali nuovi modelli (una presa in giro che Kef con il suo modello 105 fu la prima storicamente a porre in atto).

L'unico modello B&W che sia mai riuscito a riprodurre una risposta all'impulso in modo corretto è stato il DM6. Nessun altro B&W ha mai più replicato questa prestazione di rilievo. E nessun altro B&W ha mai più suonato come quel particolare modello.
A questo link trovate (tra le altre) la risposta al gradino degli 800 D3 diamond...che evidenzia una totale incapacità di riportare fedelmente la forma d'onda originale di un segnale...https://hifiaudio.altervista.org/correz ... -response/
ma basta che tutti i costruttori siano d'accordo a tacere su questo aspetto e si vive felici e contenti!
Sull'articolo riguardante il DM6 potete invece osservare come la risposta al gradino riproponga una forma d'onda riconoscibile rispetto all'originale:
https://hifiaudio.altervista.org/bw-dm6/

Come fare quindi a convincere le persone che invece si sono fatti "passi avanti" con i nuovi modelli ?
Goebbels....sempre lui.
“se una menzogna viene ripetuta a sufficienza, alla fine diventa una verità”.
“se non puoi contrastare le brutte notizie, inventane altre che distraggano da esse”.

Si spinse quindi molto la pubblicità della prima serie di 801 per distrarre l'opinione pubblica da quell'aspetto principale (che era stato il focus sul DM6) che era la correzione di fase per esaltare invece l'interferometria laser sulla progettazione delle membrane degli altoparlanti e la progettazione totalmente "fatta al computer" dei nuovi modelli (una cosa che ai nostri giorni dice poco o nulla con tutti i programmi di simulazione che circolano ma che nel 1980 suonava molto "fantascienza").

Questa è una dimostrazione lampante (una delle tante possibili) di come il passato venga sempre dipinto a proprio comodo deformandolo a volte in modo palese.

Hansen e Madsen all’AES avevano dimostrato (negli anni 70) che con segnali di prova complessi, prossimi alle caratteristiche dei segnali musicali, il nostro orecchio è sensibile ai rapporti di fase esistenti tra le componenti di questo segnale. Sulla base di tali considerazioni iniziò il progetto DM6.

Insieme al Dahlquist DQ10 il B&W DM6 diede quindi un forte risalto mondiale alla “correzione di fase” all’epoca che infatti divenne di moda per un breve periodo (rappresentando uno dei rari casi in cui un effettivo miglioramento diventò “di moda”).
Poi il tempo passa e le persone dimenticano e cancellano tutto a fronte delle promesse del nuovo che avanza e che spesso rinnega il passato (soprattutto quando questo passato è di rilievo risultando quindi molto difficile da replicare e/o migliorare per cui diviene estremamente scomodo).
Massimo
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M.Ambrosini
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24329Messaggio M.Ambrosini »

Provando a cercare in rete "Sir Kenneth Grange" questi non risulta un progettista di diffusori ma un progettista di estetica ovvero uno stilista....viene cioè citato per la prima volta chi è stato responsabile dell'estetica del diffusore per allontanare ulteriormente il pensiero dal fatto che tale estetica fosse funzionale alla tecnica.
Tutti (incluso fior di addetti ai lavori) sono stati presi per il naso dall'evoluzione involutiva di questo marchio che ha semplicemente fatto dietrofront da un cammino corretto che aveva intrapreso solo perchè era ben più difficile da affrontare e perchè rischiava di ritrovarsi da solo ad affrontarlo...meglio stare insieme a tutti gli altri sul cammino sbagliato distinguendosi solo per qualche esoterica scelta (che viene sempre ben accolta dal mercato) .
Massimo
hifi_disease
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24330Messaggio hifi_disease »

eeeh Max il revisionismo va bene -qui dentro abbiamo tutti rivisto le ns. opinioni, e tanto- ma forse sei troppo ingeneroso, o a pensarci meglio, stai retrodatando troppo la calata degli Unni nel nostro piccolo mondo aifai. A me la fine di B&W ha spezzato il cuore, e pensa che non ho mai ascoltato una dm6. Diciamo che dopo la dm6 hanno preso un'altra strada -anche lo studio dei materiali è una parte importante dei progetti- e poi si sono concentrati sul contenimento dell'emissione posteriore e delle risonanze del mobile - altro argomento classico. Secondo me la prima serie Matrix suonava ancora molto bene, e non a caso gradisce moltissimo i g. Poi piano piano hanno scoperto come gli altri che gli stilisti rendono più dei progettisti, e a quel punto è finita. Un dubbio mi resta, e riguarda il progetto Nautilus. All'epoca mi parve il punto di arrivo logico della premessa progettuale: annullare l'emissione posteriore. Mi parve geniale. Ex post, non so se era già tutto marketing. A quel tempo già non suonavano più le B&W, i tw metallici stridevano da far paura, e io, con le recchie foderate di riviste, mi rifiutavo di credere al fastidio che avvertivo. Resta il dispiacere per la dispersione di un patrimonio tecnico che fu importante. Però gradirei una valutazione tua e magari degli altri tecnici del gruppo sulla validità e fondatezza tecnica del Nautilus. Mi chiedo anche se la mancanza di un vero pannello anteriore fosse un bene o un male.

saluti,

disease
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M.Ambrosini
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24331Messaggio M.Ambrosini »

hifi_disease ha scritto: dom 12 lug 2026, 14:36 eeeh Max il revisionismo va bene -qui dentro abbiamo tutti rivisto le ns. opinioni, e tanto- ma forse sei troppo ingeneroso, o a pensarci meglio, stai retrodatando troppo la calata degli Unni nel nostro piccolo mondo aifai. A me la fine di B&W ha spezzato il cuore, e pensa che non ho mai ascoltato una dm6. Diciamo che dopo la dm6 hanno preso un'altra strada -anche lo studio dei materiali è una parte importante dei progetti- e poi si sono concentrati sul contenimento dell'emissione posteriore e delle risonanze del mobile - altro argomento classico. Secondo me la prima serie Matrix suonava ancora molto bene, e non a caso gradisce moltissimo i g. Poi piano piano hanno scoperto come gli altri che gli stilisti rendono più dei progettisti, e a quel punto è finita. Un dubbio mi resta, e riguarda il progetto Nautilus. All'epoca mi parve il punto di arrivo logico della premessa progettuale: annullare l'emissione posteriore. Mi parve geniale. Ex post, non so se era già tutto marketing. A quel tempo già non suonavano più le B&W, i tw metallici stridevano da far paura, e io, con le recchie foderate di riviste, mi rifiutavo di credere al fastidio che avvertivo. Resta il dispiacere per la dispersione di un patrimonio tecnico che fu importante. Però gradirei una valutazione tua e magari degli altri tecnici del gruppo sulla validità e fondatezza tecnica del Nautilus. Mi chiedo anche se la mancanza di un vero pannello anteriore fosse un bene o un male.

saluti,

disease
Il nautilus comporta la massima riduzione possibile delle riflessioni e diffrazioni sui bordi del mobile dal momento che oltre che arrotondati sono ridotti ai minimi termini. C’è chi invece affronta questo problema con materiale assorbente opportunamente sagomato posto nelle vicinanze degli altoparlanti, certo però che il feltro non è altrettanto gradevole alla vista di quanto non siano le sinuose forme laccate del nautilus. Per quanto riguarda la forma a chiocciola della camera del woofer (che almeno è in sospensione pneumatica) questa comporta più un vantaggio “d’effetto” sul pubblico piuttosto che reali vantaggi acustici a mio parere. Non conosco come venga distribuito l’assorbente internamente ma anche ammesso vi sia l’intera camera riempita fino alle dimensioni minime del condotto (cosa di cui dubito per le evidenti difficoltà dell’inserimento dell’assorbente in una chiocciola) si avrebbe comunque un’onda riflessa a bassa frequenza. E sul fatto che sia meglio avere un’onda riflessa attenuata e molto ritardata piuttosto che un’onda riflessa meno attenuata ma pochissimo ritardata (e quindi più uniforme in funzione della frequenza come onda di pressione posteriore) beh…personalmente preferiscono questa seconda soluzione (che si verifica molto più usualmente).
Difetti che rimangono ?
Il primo che già accennavo è una costante di tutti i B&W che (contrariamente a Kef) non ha ancora compreso (o più probabilmente non vuole comprendere dal momento che vende bene comunque, meglio di Kef) che con una disposizione arbitraria degli altoparlanti su pannello non si può ricreare una corretta immagine sonora: l’unico modo possibile per fare ciò è la disposizione simmetrica MTM degli altoparlanti.
Il secondo è quello dell’assenza di correttezza temporale che (ironia della sorte) in B&W furono i primi a correggere tra i diffusori dinamici con il progetto DM6…per poi buttare il bimbo con l’acqua sporca dal momento che era molto più redditizio (e meno difficile) percorrere la strada alternativa.
Se poi guardiamo il prezzo di vendita di un nautilus si comprende bene quale sia la direzione intrapresa dal mercato da molti anni…
Massimo
antonio
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24332Messaggio antonio »

Piccolo inciso, mia esperienza personale con le nautilus, ho avuto le 802 con le quali ho combattuto un anno riempiendo la sala di daad per farle suonare, poi mi sono arreso e sono passato alle Guarnieri homage con cui ho convissuto felicemente per 18 anni.....fino a quando in epoca covid ho ascoltato le dsl extended e i grundig)LT ......il finale potete immaginarlo....
antonio
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24333Messaggio antonio »

Ricordo la sensazione straniante del primo ascolto delle dsl .......come avrei voluto che quel suono uscisse dalle Guarneri , bellissime ma incredibilmente caratterizzate e colorate rispetto alle dsl....ora posseggo una coppia di phased ed una di medium .........tutto un altro film...in 4k...
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M.Ambrosini
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24334Messaggio M.Ambrosini »

B&W 800D3
1522745345.jpg
Risposta al gradino di tensione (step response)
B800fig8.jpg
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24335Messaggio M.Ambrosini »

Questo diffusore dimostra palesemente di non avere alcuna attitudine nel ricomporre la forma d'onda di un segnale originale. Se un diffusore non riesce a replicare la risposta step allo stesso modo non può replicare nessun segnale musicale con accuratezza. Queste non sono "opinioni" ma dati di fatto inattaccabili dal punto di vista teorico.
Negli anni 70 quando ebbe inizio il progetto DM6 si investirono ingenti capitali in B&W per lo sviluppo di questo diffusore...e l'importanza dell'allineamento temporale venne confermata da molti test di ascolto all'epoca.
Dal 1980 si scelse però la strada della propaganda...un strada subito seguita anche dai concorrenti essendo molto più redditizia e con minori problemi.

https://hifiaudio.altervista.org/distor ... arliamone/

Migliaia di voci che dicono cose simili sono molto più credibili per l'appassionato rispetto a singole voci che possono dire cose molto diverse.
Su questa forma di "credibilità apparente" è fondato il mondo (soprattutto sui social) e su mirabolanti prestazioni "un tanto al kilo" che ci vengono vendute a parole (mai sostenute da rilievi strumentali).
Il mercato è in grado di imporre qualsivoglia obrobrio prestazionale a prezzi da capogiro...e lo stiamo vedendo già da alcuni decenni.
Il potenziale pubblico si sta però sempre più riducendo...manca il ricambio generazionale.
Massimo
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giorbe
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24336Messaggio giorbe »

Vivo negli Stati Uniti e qui c'e' sicuramente un aumento di interesse per il "vintage". Si' e' moda, ma tanti giovani finiscono per accorgersi che la sospensione pneumatica suona meglio. Il valore delle vecchie Boston per esempio e' raddoppiato negli ultimo 3 anni. Un altro esempio lampante e' ADS, che sono direi triplicate in prezzo. Le ADS sono design tedeschi (Braun, Visonik) commercializzate in America. Vanno molto molto bene,
Insomma c'e' speranza. Trovo positivo che KLH abbia rispolverato le 5 e 3. Certo, accanto ci sono le JBL L, ma non penso sia tutta questione di moda, vediamo se altri produttori se ne accorgono.
Lo trovo rilevante perche' poi magari si "riscopre" la correttezza temporale, solo possibile con una sospensione pneumatica.
Giorgio
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24337Messaggio M.Ambrosini »

giorbe ha scritto: sab 18 lug 2026, 12:20
Lo trovo rilevante perche' poi magari si "riscopre" la correttezza temporale, solo possibile con una sospensione pneumatica.
Beh no, la correttezza temporale non ha particolare attinenza con il tipo di caricamento del woofer in cassa bensì con la tipologia del crossover e l'allineamento (nel senso della profondità) degli altoparlanti.
La sospensione pneumatica è certamente un passo avanti timbrico rispetto a tutti i sistemi che prevedono il recupero dell'onda posteriore ma da li ad un diffusore che sia anche temporalmente corretto il passo è ancora lungo soprattutto se pilotato con un'elettronica full CCI.
Dubito che vi sia una "riscoperta" in tal senso perchè erano pochi i prodotti caratterizzati da questo vantaggio all'epoca (e gli unici ad essere anche MTM erano i Dunlavy). Oggi si guarda molto più all'estetica che al suono....salvo che la rivoluzione non venga dalle giovani generazioni ma...l'Italia non ha mai avuto grandi tradizioni in tema di rivoluzioni...spero negli States anche se ormai temo che internet abbia livellato tutto....e ad un livello estremente di superficie per sperare in qualcosa di meglio
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giorbe
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24338Messaggio giorbe »

Ah grazie Massimo, interessante Quindi ne deduco che un reflex potrebbe essere temporalmente corretto. Io m'immaginavo che quello che esce dal'tubo del reflex andava a sporcare la correttezza temporale con tutto quel movimento fuori fase (controfase?) col woofer. Quindi il vantaggio e' timbrico.

Forse e' una questione di prospettiva, si tende ad essere piu' ottimisti qui. Si' sicuramente e' moda, ma qualcosa di buono potrebbe uscirne. Ogni tanto trovo qualcosa di interessante, vedi Mariah Acoustics, che in un mondo di reflex faceva delle casse in sospensione pneumatica negli '80 vicino a Woodstock. Niente da spartire col CCI, l'eccezionalita' delle tue scoperte e ricerche e' appunto eccezionale. Ma tant'e', ti assicuro che daresti 4 stelle alle ADS.
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24340Messaggio ignazio »

Ma i diffusori a gamma intera, senza crossover, rientrano fra quelli temporalmente corretti?
Parlo dei Lowther ad esempio...
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24342Messaggio giorbe »

Intuitivamente si' ma non so', ci sono i breakup del cono e il whizzer.
Sarebbe interessante misurare. Ho avuto piccoli fullrange in passato, sono belli a una distanza ravvicinata. La risposta in frequenza e' di solito coloratissima. Probabilmente non vale la pena.
Giorgio
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24344Messaggio M.Ambrosini »

ignazio ha scritto: dom 19 lug 2026, 17:22 Ma i diffusori a gamma intera, senza crossover, rientrano fra quelli temporalmente corretti?
Parlo dei Lowther ad esempio...
Qui trovi la risposta in fase di un altro monovia il box150b Grundig.
download/file.php?id=1247&mode=view

Lo avevo pubblicato nell'ambito della prima discussione sulla fase che avevo aperto su questo forum (quando ancora non conoscevo Dunlavy, guardate le date dei post):
viewtopic.php?t=294

Un monovia è un sistema a fase minima ma solo nell'ambito della sua zona di maggiore linearità in cui la risposta in fase rispecchia la risposta in frequenza...poi ci sono gli ovvi limiti sopra e sotto.
Un sistema due vie MTM in sospensione pneumatica e corretto in fase è l'unico che permetta di salvare capra e cavoli
Massimo
hifi_disease
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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24352Messaggio hifi_disease »

M.Ambrosini ha scritto: dom 12 lug 2026, 21:44
Il nautilus comporta la massima riduzione possibile delle riflessioni e diffrazioni sui bordi del mobile dal momento che oltre che arrotondati sono ridotti ai minimi termini. C’è chi invece affronta questo problema con materiale assorbente opportunamente sagomato posto nelle vicinanze degli altoparlanti. Per quanto riguarda la forma a chiocciola della camera del woofer, non conosco come venga distribuito l’assorbente internamente, ma si avrebbe comunque un’onda riflessa a bassa frequenza. E sul fatto che sia meglio avere un’onda riflessa attenuata e molto ritardata piuttosto che un’onda riflessa meno attenuata ma pochissimo ritardata (e quindi più uniforme in funzione della frequenza come onda di pressione posteriore) beh…personalmente preferiscono questa seconda soluzione (che si verifica molto più usualmente).
Scusa il ritardo, potresti approfondire questo punto? L'onda riflessa che fine fa in un diffusore a sospensione? Un'onda ritardata ma adeguatamente attenuata potrebbe essere irrilevante -certo, dipende anche dalla frequenza riprodotta.
una volta sentii qualcuno criticare il nautilus appunto perchè non ha pannello frontale, cosa che -se ben ricordo- farebbe crollare l'emissione dell'altoparlante sui lati, ma qui potrei spararla grossa, all'epoca restai confuso. comunque la sostanza della critica dovrebbe essere che l'emissione del diffusore peggiora senza il pannello frontale, che la corsa a restringerlo fino a farlo sparire sarebbe sbagliata.

saluti,

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Re: La storia di B&W e l'immenso potere del condizionamento sulle azioni umane

Messaggio: # 24354Messaggio M.Ambrosini »

hifi_disease ha scritto: ieri, 7:34
Scusa il ritardo, potresti approfondire questo punto? L'onda riflessa che fine fa in un diffusore a sospensione? Un'onda ritardata ma adeguatamente attenuata potrebbe essere irrilevante -certo, dipende anche dalla frequenza riprodotta.
una volta sentii qualcuno criticare il nautilus appunto perchè non ha pannello frontale, cosa che -se ben ricordo- farebbe crollare l'emissione dell'altoparlante sui lati, ma qui potrei spararla grossa, all'epoca restai confuso. comunque la sostanza della critica dovrebbe essere che l'emissione del diffusore peggiora senza il pannello frontale, che la corsa a restringerlo fino a farlo sparire sarebbe sbagliata.

saluti,

disease
La risposta è inevitabilmente in due parti:

-cambio impedenza di radiazione in funzione della larghezza del pannello.
Quando la larghezza del pannello è inferiore alla lunghezza d’onda (basse frequenze) l’emissione avviene su angolo solido di 4π steradianti (360°) mentre quando la lunghezza d’onda della frequenza riprodotta diventa più piccola della larghezza del pannello (medio alte frequenze) allora l’emissione avviene su un angolo solido di 2π steradianti (180°) e questo comporta un aumento di potenza acustica di 3dB ovvero un spl che può aumentare fino ad un massimo di 6 dB teorici. Questo significa che dalla frequenza a cui avviene questo “passaggio”, da alcuni chiamato “baffle step”, se il diffusore viene progettato per essere disposto lontano dalla parete di fondo, occorre compensare con il crossover la maggiore emissione della gamma medioalta.
Il bordo cassa comporta inoltre anche un’emissione addizionale spuria dovuta alla diffrazione ed eventuale riflessione sui bordi (se sporgenti). Per evitare ciò i progetti come il nautilus cercano di annullare il baffle a scapito dell’efficienza della medioalta.

-emissione posteriore.
Immagina che l’interno della cassa sia un ambiente di ascolto in cui ci sono inevitabili riflessioni. Il modo per rendere quindi maggiormente attenuate tale riflessioni è quello di riempire tale ambiente con materiale assorbente ma questo è sempre maggiormente efficace per la medioalta mentre le riflessioni sul basso e medio basso rimangono comunque ben presenti con qualunque profilo posteriore abbia la camera. Anche la forma a chiocciola non cambia nella sostanza il problema ma crei un punto a pressione altissima a centro chiocciola che avrà comunque una sua riflessione e questo dopo una lunga linea di trasmissione chiusa. Il miglior approccio per la camera posteriore di una cassa chiusa in sospensione pneumatica sarebbe quello di avere la riflessione delle pareti interne tutte confinate entro 1/8 d’onda della massima frequenza emessa dai woofer. In tal modo non si creerebbero andamenti di risposta a pettine causati dalla riflessione interna che può tornare in fase o in controfase sulla membrana posteriore del woofer. Se il percorso complessivo di andata e ritorno rimanesse appunto entro ¼ d’onda ciò significherebbe che per ogni frequenza avremmo un “freno” posteriore alla membrana in quanto ogni frequenza tornerebbe comunque in fase rispetto all’emissione posteriore del woofer (che è ovviamente in controfase). Questo comporterebbe avere però le pareti del mobile ad una distanza troppo ridotta dal woofer e non consentirebbe di ottenere il volume necessario al woofer impiegato. Per tale ragione si cercano di avere tre dimensioni interne diverse ma delle quali nessuna sia molto maggiore delle altre due. L’impiego di due woofer in parallelo che emettono da posizioni diverse nello stesso volume interno migliora considerevolmente la coerenza dell’emissione in quanto in tal caso le dimensioni interne a cui avviene la riflessione sono tre per ciascun woofer e quindi sei misure diverse e pertanto la media totale per ciascuna frequenza sarà molto più uniforme.
Massimo
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