McIntosh, gli auricolari e l'IA generativa
Inviato: dom 19 lug 2026, 19:35
Buona domenica a tutti.
Scrivo per condividere alcune riflessioni sull’IA e in generale su quello che sta accadendo nel mondo della produzione musicale, che inesorabilmente si riverbera sulla nostra passione/hobby. Sono partito chiedendomi come mai il mercato dell’usato HiFi — non solo sul nostro forum — sia boccheggiante e ho dipanato queste considerazioni, a tratti poco confortanti.
Premessa: suono per diletto e ho vari amici musicisti, qualcuno che lavora in studi di registrazione di medio livello. Quanto segue preoccupa molto i musicisti professionisti con cui ho parlato, che vedono restringersi ancora di più le opportunità per suonare e campare di musica in un futuro che è più prossimo di quanto sembri.
C’è un grande dibattito online sul disinteresse della cosiddetta Gen Z per la musica, e i principali imputati sono la scarsa concentrazione, l’eccesso di offerta, la facilità di accesso e l’abbondanza di alternative. Un tizio che non conosco (davidhansen2748) ha postato questo messaggio che coglie un aspetto importante secondo me, lo copiaincollo con link alla fonte:
https://www.youtube.com/watch?v=Ag4iFa6E_yY
"Game consoles are the new stereo systems. People gather around them to experience the games, discuss strategies and tactics, play with and against their friends, compare graphics and sound effects, share your favorite publishers and streamers. If you want to have fun playing music, you generally have to be good enough that someone else (not necessarily a friend) doesn't mind listening to you. To have fun playing a game, you only have to do a little better than you did last time. And you don't need anyone else to tell you whether you're getting better or not -- the game will tell you by keeping score.
In short, when music went from being a shared experience to a a private one, a void was created. Games came along to fill that void."
Ma è solo un lato della questione, tutto sommato marginale in confronto a cosa è accaduto e sta accadendo con le IA generative applicate alla produzione musicale.
Ora come ora si può creare una canzone fatta e finita con un prompt all’IA di turno, semplicemente descrivendo a parole come deve essere. Ogni giorno vengono pubblicate 75000 nuove canzoni su spotify, la maggior parte delle quali sono prodotte in questo modo e si è creato un mare magnum in cui nessuno ascolta più nulla e le chances di essere notati per un autore esordiente sono praticamente ZERO.
SUNO è il più famoso servizio di IA generativa che con pochi spiccioli al mese permette a chiunque di creare canzoni complete con un prompt, senza alcuna competenza musicale, né di registrazione. La qualità della registrazione non è HiFi — non lo è ANCORA – ma è accettabile per la maggior parte degli auricolari per cellulare, dove è destinata ad essere ascoltata. La qualità artistica.. bè ho visto più di qualche professionista tentennare e cannare di brutto il test “cieco” di riconoscimento dell’IA: le canzoni sono ottime, semmai poco originali, ma ottime. Si sta pensando di mettere un avviso sulla falsariga degli OGM perché altrimenti non si riescono a distinguere. Gli studi di registrazione sono in crisi, oramai lavorano con pezzi prodotti dall’IA per sovraincidere le voci, ma sono già disponibili servizi per clonare la propria voce e sostituirla in un pezzo finito. E’ dura.
Per tornare all’HiFi, ho visto un’intervista di Rick Beato a Joe Bonamassa, un ex enfant prodige della chitarra blues, in cui racconta questo episodio: un suo fan gli ha mandato dei complimenti allegando il video mentre ascolta un suo brano con un mega impianto hifi (come massima espressione viene citata la McIntosh).. e Bonamassa gli ha risposto: “ma ti rendi conto che il tuo impianto costa tre volte quanto mi è costato PRODURRE quel disco?” (centomila dollari a detta sua).
E l’intervista continua sostenendo che oramai non ha più nessun senso spendere soldi per mega studi di registrazione e produzioni di livello dato che la maggior parte delle persone ascolta col telefono ed è totalmente indifferente alla qualità del disco prodotto. Figuriamoci dove sono i potenziali acquirenti di un impianto HiFi.
SUNO produce dei file decenti, perfetti per un ascolto nel telefonino, sicuramente destinati a migliorare giorno dopo giorno e questo uccide/ucciderà completamente il budget della produzione musicale. Potrà resistere solo l’incisione audiophile pagata profumatamente e indirizzata al mercato del lusso di chi ha un impianto McIntosh e deve testarlo.
Vedete qualche spiraglio di luce?
Antonio
Scrivo per condividere alcune riflessioni sull’IA e in generale su quello che sta accadendo nel mondo della produzione musicale, che inesorabilmente si riverbera sulla nostra passione/hobby. Sono partito chiedendomi come mai il mercato dell’usato HiFi — non solo sul nostro forum — sia boccheggiante e ho dipanato queste considerazioni, a tratti poco confortanti.
Premessa: suono per diletto e ho vari amici musicisti, qualcuno che lavora in studi di registrazione di medio livello. Quanto segue preoccupa molto i musicisti professionisti con cui ho parlato, che vedono restringersi ancora di più le opportunità per suonare e campare di musica in un futuro che è più prossimo di quanto sembri.
C’è un grande dibattito online sul disinteresse della cosiddetta Gen Z per la musica, e i principali imputati sono la scarsa concentrazione, l’eccesso di offerta, la facilità di accesso e l’abbondanza di alternative. Un tizio che non conosco (davidhansen2748) ha postato questo messaggio che coglie un aspetto importante secondo me, lo copiaincollo con link alla fonte:
https://www.youtube.com/watch?v=Ag4iFa6E_yY
"Game consoles are the new stereo systems. People gather around them to experience the games, discuss strategies and tactics, play with and against their friends, compare graphics and sound effects, share your favorite publishers and streamers. If you want to have fun playing music, you generally have to be good enough that someone else (not necessarily a friend) doesn't mind listening to you. To have fun playing a game, you only have to do a little better than you did last time. And you don't need anyone else to tell you whether you're getting better or not -- the game will tell you by keeping score.
In short, when music went from being a shared experience to a a private one, a void was created. Games came along to fill that void."
Ma è solo un lato della questione, tutto sommato marginale in confronto a cosa è accaduto e sta accadendo con le IA generative applicate alla produzione musicale.
Ora come ora si può creare una canzone fatta e finita con un prompt all’IA di turno, semplicemente descrivendo a parole come deve essere. Ogni giorno vengono pubblicate 75000 nuove canzoni su spotify, la maggior parte delle quali sono prodotte in questo modo e si è creato un mare magnum in cui nessuno ascolta più nulla e le chances di essere notati per un autore esordiente sono praticamente ZERO.
SUNO è il più famoso servizio di IA generativa che con pochi spiccioli al mese permette a chiunque di creare canzoni complete con un prompt, senza alcuna competenza musicale, né di registrazione. La qualità della registrazione non è HiFi — non lo è ANCORA – ma è accettabile per la maggior parte degli auricolari per cellulare, dove è destinata ad essere ascoltata. La qualità artistica.. bè ho visto più di qualche professionista tentennare e cannare di brutto il test “cieco” di riconoscimento dell’IA: le canzoni sono ottime, semmai poco originali, ma ottime. Si sta pensando di mettere un avviso sulla falsariga degli OGM perché altrimenti non si riescono a distinguere. Gli studi di registrazione sono in crisi, oramai lavorano con pezzi prodotti dall’IA per sovraincidere le voci, ma sono già disponibili servizi per clonare la propria voce e sostituirla in un pezzo finito. E’ dura.
Per tornare all’HiFi, ho visto un’intervista di Rick Beato a Joe Bonamassa, un ex enfant prodige della chitarra blues, in cui racconta questo episodio: un suo fan gli ha mandato dei complimenti allegando il video mentre ascolta un suo brano con un mega impianto hifi (come massima espressione viene citata la McIntosh).. e Bonamassa gli ha risposto: “ma ti rendi conto che il tuo impianto costa tre volte quanto mi è costato PRODURRE quel disco?” (centomila dollari a detta sua).
E l’intervista continua sostenendo che oramai non ha più nessun senso spendere soldi per mega studi di registrazione e produzioni di livello dato che la maggior parte delle persone ascolta col telefono ed è totalmente indifferente alla qualità del disco prodotto. Figuriamoci dove sono i potenziali acquirenti di un impianto HiFi.
SUNO produce dei file decenti, perfetti per un ascolto nel telefonino, sicuramente destinati a migliorare giorno dopo giorno e questo uccide/ucciderà completamente il budget della produzione musicale. Potrà resistere solo l’incisione audiophile pagata profumatamente e indirizzata al mercato del lusso di chi ha un impianto McIntosh e deve testarlo.
Vedete qualche spiraglio di luce?
Antonio