Tutti noi se ci sentiamo dare degli “anormali” ci offendiamo perché diamo a questa parola un significato negativo. Ma qual è la differenza rispetto al termine “normali” che invece ha una comune percezione positiva ?
Un generale che è diventato recentemente politico in Italia ha acceso i riflettori sul significato “da dizionario” di questo (e non solo di questo) termine di cui abbiamo una comune percezione ben diversa da quella originaria (in cui “normale” identifica semplicemente ciò che è la norma ovvero un dato statistico relativo al numero di persone che rappresentano la maggioranza).
Non è quindi una parola che identifica un aspetto qualitativo (ovvero meritevole o non meritevole) ma semplicemente un dato statistico.
Quando abbiamo quindi iniziato ad attribuire a questa parola anche e principalmente un’accezione qualitativa?
Probabilmente per identificare qualcuno che possedeva qualche handicap fisico o mentale e in quanto tale (essendo una minoranza) era corretto usare il termine “anormale” ma si sottolineava (impropriamente) con tale termine anche un aspetto qualitativo di inferiorità allontanandosi quindi dal significato etimologico del termine stesso. L’essere umano è un individuo per sua natura sociale e se pensate alle nostre origini contadine con villaggi/comunità in cui tutti si conoscevano in quanto si lavorava comunemente nei campi, era palese che vi fosse (per essere accettati in comunità) un certo comune modo di intendere e valutare/vedere le cose. Chi non si accodava alla maggioranza (o non riusciva a convincerla portandola sulle proprie posizioni) si trovava solo e faceva la parte dello “strano” e quindi dell’anormale. La maggioranza delle persone seguivano una direzione (che poteva benissimo essere errata), ma si ritenevano “normali” non solo nell’accezione statistica ma perché la qualità della scelta fatta era “garantita” dal fatto che fosse la maggioranza a pensarla in un determinato modo.
Per quanto la storia ci abbia insegnato che la maggioranza talvolta ci ha portato a delle vere e proprie catastrofi, ancora oggi tendiamo, come le pecore, a seguire il gruppo pensando che il gruppo sia “nel giusto”. Ci spaventa enormemente cercare la nostra strada in modo solitario ed indipendente…ovvero in modo anormale…in qualunque ambito.
Come si applica questo modo di pensare all’alta fedeltà ?
Chiediamoci come mai l’ultimo (nonché il principale) costruttore (DAL) che si è interessato di produrre diffusori acustici che non presentassero distorsione di fase ha chiuso i battenti nel 2002 e da allora nessun costruttore di rilievo ha “preso il testimone”per cui la pressoché totalità dei diffusori odierni presentano distorsioni temporali a doppia cifra che si evidenziano palesemente con una semplice risposta al gradino di tensione in cui la forma d'onda originale risulta irriconoscibile. Ci sarebbe da gridare allo scandalo se non fosse che questa è la “normalità” per il 99% dei costruttori. E ciò che è normale statisticamente viene ritenuto (con la medesima accezione di cui sopra) erroneamente meritevole qualitativamente.
Come si applica questo modo di pensare alla Russia ?
L’imprinting filoamericano ha plasmato i nostri caratteri ed il nostro modo di vedere la realtà fin da piccoli a fronte di film (americani) in cui il cattivo era sempre la Russia ed il buono sempre l’America…ma se vi informate su quale sia lo stato che ha più volte violato i trattati internazionali scatenando guerre con motivazioni (mai rivelatesi fondate a fronte di successive verifiche) e sempre senza subire sanzioni internazionali per tale comportamento la risposta è chiara e univoca: USA.
Del resto un popolo che affonda le sue radici sul genocidio dei nativi americani nasce con una grossa piattaforma di ipocrisia.
Ora in Europa dilaga la russofobia…se si alza uno stormo di uccelli in volo è colpa dei russi così come qualunque cosa capiti a livello di elezioni che non vanno secondo le previsioni. E alla “normalita” del pensiero europeo russofobico ci si accosta senza farsi troppi problemi in quanto è cosa risaputa che i russi sono “i cattivi”.
Ed ecco che sono anni che si sta diffamando ingiustamente in tutti i modi possibili uno Stato…quando c’è addirittura uno speciale di Rai2 del 2016 (commentato da Di Battista) in cui si documenta l’aggressione Ucraina delle regioni russofone che avevano espresso chiaramente (con un referendum) il loro volere di ritornare russe.
Il problema è lo stesso di cui sopra; ci si fida sempre della maggioranza (“normalità”) e mai delle minoranze (“anormali”).
Si sprecano ormai i pareri autorevoli che sostengono le ragioni russe a fronte della conoscenza di fatti storici concreti (ad iniziare dal Generale Mini a Marco Travaglio) ma la UE tira dritto per la sua strada senza sentire ragioni.
Ricordate però una cosa: i poteri forti sono quelli che sono in grado di stabilire la “normalità” delle cose, si muovono SEMPRE plasmando opportunamente il parere della maggioranza…sono pertanto molto più preoccupato dall'aggressività del "terrorismo occidentale" che si permette impunemente di rapire il presidente del Venezuela, affamare Cuba con l'embargo, fare guerre in tutta l'Africa, bombardare il medio oriente (forse un milione di morti nella sola guerra in Iraq),etc,etc....senza che mai una sanzione internazionale colpisca chi è l'attore di tutto ciò.
Quest'ultima parte dell'editoriale la posto non come "posizione tenuta dal forum" ma come convinzione personale che a fronte del rischio di una guerra che l'UE e la Nato stanno fomentando sempre più in questo ultimo periodo (le risorse naturali russe sono un'attrattiva notevole per tutti) credo che ciascuno di noi debba fare nel suo piccolo tutto ciò che è in suo potere per smontare questo racconto che altrimenti ci porterà ad un olocausto nucleare.
Russia, HIFI e "normalità"
- M.Ambrosini
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Massimo