Perché i ragni volano
Inviato: gio 22 ott 2026, 14:22
Una delle cose che mi ha sempre affascinato del nostro settore è la difficoltà di trovare correlazioni certe e ripetibili tra le misure strumentali degli apparecchi HiFi e le sensazioni di ascolto. Mi rendo conto che la situazione è complessa per via della intrinseca soggettività del fenomeno data dallo stretto intreccio del funzionamento dei nostri organi di senso con i noti e meno noti meccanismi neuropsicologici e psicosociali (o forse sarebbe meglio dire neurosociali alla luce degli studi sui desideri mimetici). Ma nondimeno vorrei sottolineare un aspetto che negli ultimi anni ha assunto un peso talmente rilevante che potrei definire l’elefante nella stanza del mondo moderno. Per chi si diletta di storia della scienza o di epistemologia il peccato di hybris della scienza non è certo una novità ma direi che oggi c’è la tentazione sottile di dire che la scienza ha ormai compreso e sa spiegare “tutti” i fenomeni macroscopici e che i suoi limiti si sono spostati al mondo di dimensioni quantiche o a quello di dimensioni cosmiche. Insomma oggi si sa come si forma una nuvola, come nasce un vulcano, come si calcola una circuito di un amplificatore, come cresce una pianta, come vola un ragno…
Forse non è proprio così.
Molte specie di ragni si disperdono nell’aria rilasciando uno o più fili di seta finissimi dalle loro ghiandole. I fili formano una sorta di paracadute che li solleva. Possono raggiungere quote di alcuni chilometri e percorrere centinaia di chilometri, a volte fino a oltreoceano. Spesso sono i primi pionieri a colonizzare nuove isole vulcaniche e sono stati persino avvistati mentre atterravano su navi in mezzo all'oceano. Fino a qualche anno fa "la scienza" pensava che bastasse il vento o le correnti termiche ascensionali. In realtà, anche in assenza di vento percepibile, i ragni riescono a decollare! Come fanno?
Solo nel 2018 si è scoperto (Erica Morley e Daniel Robert dell’Università di Bristol, 2018) che volano grazie all’interazione elettrostatica. L’atmosfera terrestre ha un campo elettrico naturale: la superficie terrestre è carica negativamente e le alte quote positivamente. In condizioni di bel tempo il gradiente è tipicamente intorno a 100-130 V/m.
Quando il ragno rilascia la seta, questa acquisisce una carica negativa. La seta viene quindi respinta dalla superficie terrestre (anche essa negativa) e attratta verso l’alto dal potenziale positivo dell’atmosfera: le forze di Coulomb forniscono la spinta sufficiente per il decollo. I fili, avendo cariche dello stesso segno, si respingono reciprocamente e si aprono a ventaglio senza intrecciarsi. Perciò i ragni volano grazie a una combinazione di seta carica, campo elettrico atmosferico e (se presente) vento. Interessante che in prove di laboratorio (camera chiusa senza vento) un campo elettrico artificiale è sufficiente a far salire i ragni nell’aria mentre quando il campo viene spento i ragni scendono.
Questo esempio mostra semplicemente che la scienza fino al 2018 aveva fornito una spiegazione largamente incompleta su un fenomeno macroscopico come il volo dei ragni. E pertanto mi viene da chiedere: quante cose non si conoscono ancora del funzionamento di un amplificatore HiFi dove le correnti in gioco sono di certo molto superiori a quelle poche cariche elettriche sufficienti per fare volare un ragno?
Forse non è proprio così.
Molte specie di ragni si disperdono nell’aria rilasciando uno o più fili di seta finissimi dalle loro ghiandole. I fili formano una sorta di paracadute che li solleva. Possono raggiungere quote di alcuni chilometri e percorrere centinaia di chilometri, a volte fino a oltreoceano. Spesso sono i primi pionieri a colonizzare nuove isole vulcaniche e sono stati persino avvistati mentre atterravano su navi in mezzo all'oceano. Fino a qualche anno fa "la scienza" pensava che bastasse il vento o le correnti termiche ascensionali. In realtà, anche in assenza di vento percepibile, i ragni riescono a decollare! Come fanno?
Solo nel 2018 si è scoperto (Erica Morley e Daniel Robert dell’Università di Bristol, 2018) che volano grazie all’interazione elettrostatica. L’atmosfera terrestre ha un campo elettrico naturale: la superficie terrestre è carica negativamente e le alte quote positivamente. In condizioni di bel tempo il gradiente è tipicamente intorno a 100-130 V/m.
Quando il ragno rilascia la seta, questa acquisisce una carica negativa. La seta viene quindi respinta dalla superficie terrestre (anche essa negativa) e attratta verso l’alto dal potenziale positivo dell’atmosfera: le forze di Coulomb forniscono la spinta sufficiente per il decollo. I fili, avendo cariche dello stesso segno, si respingono reciprocamente e si aprono a ventaglio senza intrecciarsi. Perciò i ragni volano grazie a una combinazione di seta carica, campo elettrico atmosferico e (se presente) vento. Interessante che in prove di laboratorio (camera chiusa senza vento) un campo elettrico artificiale è sufficiente a far salire i ragni nell’aria mentre quando il campo viene spento i ragni scendono.
Questo esempio mostra semplicemente che la scienza fino al 2018 aveva fornito una spiegazione largamente incompleta su un fenomeno macroscopico come il volo dei ragni. E pertanto mi viene da chiedere: quante cose non si conoscono ancora del funzionamento di un amplificatore HiFi dove le correnti in gioco sono di certo molto superiori a quelle poche cariche elettriche sufficienti per fare volare un ragno?