Sondaggio su social
- M.Ambrosini
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Sondaggio su social
Un paio di giorni fa, dal momento che sono sempre curioso come una scimmia nel capire come "girano" effettivamente le cose, ho aperto un sondaggio su un gruppo social fb di alta fedeltà (che annovera circa 28000 iscritti).
Questa era la domanda e a seguito sono i risultati a fronte della votazione di 130 persone.
Un sondaggio per fotografare statisticamente da cosa è attratto l'appassionato odierno di alta fedeltà.
La domanda del sondaggio è:
quali aspetti valutate importanti nella scelta di un prodotto?
Potete selezionare anche più voci.
cliccate sull'immagine per ingrandirla
Questa era la domanda e a seguito sono i risultati a fronte della votazione di 130 persone.
Un sondaggio per fotografare statisticamente da cosa è attratto l'appassionato odierno di alta fedeltà.
La domanda del sondaggio è:
quali aspetti valutate importanti nella scelta di un prodotto?
Potete selezionare anche più voci.
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Massimo
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Re: Sondaggio su social
e queste le considerazioni che ho postato.
Con attuali 130 persone che hanno partecipato al sondaggio (al momento) la situazione è quella rappresentata in foto. Questo mi pare sia già un campione statisticamente rilevante per poter trarre qualche considerazione.
Prima considerazione sui seguenti tre aspetti:
-Il parere espresso in una recensione
-il parere espresso sui social
-il blasone del marchio
Nessun voto per queste tre voci.
Scorrendo qualche messaggio su questo gruppo social non credo si fatichi molto a trovare qualcuno che chiede consiglio sull’opportunità di mettere quel cavo o quell’amplificatore al posto del suo….poi bisognerebbe informare la moltitudine di riviste on-line (e cartacee) che nessuno a quanto pare compra nulla in base alle loro recensioni….nonchè porsi qualche domanda sul come mai gli impianti che vengono normalmente fotografati da parte di persone che non ritengono di essere affascinati dal blasone del marchio in realtà siano composti quasi sempre con qualcuno di quei 15-20 nomi che solitamente circolano.
Sia chiaro…sono convinto che le risposte date da parte vostra siano state sincere…ma temo che ciò di cui si è coscientemente convinti non sia esattamente la stessa cosa di ciò che inconsciamente rappresenta il motore che ci anima.
Seconda considerazione sui seguenti aspetti:
-le misure strumentali verificate da una rivista
-i vantaggi teorici spiegati dal costruttore
Nessun voto per entrambi.
Per chi come me è un tecnico con già parecchi peli bianchi (e per cui la passione per l’alta fedeltà iniziò leggendo riviste cartacee negli anni 70 ovvero moolto prima che internet trovasse divulgazione) c’è da rimanere piuttosto sconvolti dal fatto che ormai nessuno attribuisca importanza a quelli che sono gli UNICI dati oggettivi con cui possiamo valutare la qualità di un apparecchio ovvero le misure strumentali. Certo tali misure non sono sufficienti e anche un amplificatore perfettamente lineare sappiamo che potrebbe suonare male (…anche molto male) ma ci troviamo nella classica “conditio sine qua non” ovvero una condizione necessaria per poter avere un buon suono e per poter (potenzialmente) andare oltre ma non sufficiente (e purtroppo non abbiamo ancora una misura strumentale che funzioni tenendo conto delle leggi della psicoacustica con cui invece funziona il nostro apparato uditivo) ma in caso che, ad esempio, un amplificatore abbia una risposta in frequenza su carico reale tutt’altro che lineare (e sul mercato odierno ce ne sono moltissimi…) il poterlo strumentalmente evidenziare ci dice già che quello sarà un apparecchio che presenta caratteristiche palesemente “proprie” e che quindi andrebbe scartato se vogliamo parlare di “Alta Fedelta”. Stessa cosa dicasi per le risposte in frequenza di tutti i sistemi di trasduzione elettroacustica, ci sono diffusori in commercio oggi la cui risposta in frequenza permetterebbe già da sola un giudizio inappellabile. Ma se non ci si preoccupa di questo aspetto si favorisce inevitabilmente una maggiore commercializzazione di progetti che di valido non hanno nulla.
La preparazione nell’affrontare almeno un poco di tecnica con cui alcune riviste cartacee educavano i lettori dell’epoca si è lentamente ma inesorabilmente perduta nella disaffezione per la carta in favore del facile e gratuito mondo social dove nulla si paga ma nulla o quasi si ha in tema di effettivo apprendimento. Personalmente conosco solo la rivista Stereophile tra quelle on-line che continua ad eseguire test strumentali…sicuramente ce ne saranno altre ma ormai la maggioranza degli appassionati non è neppure più educato ad interpretarla una misura in modo corretto.
Analogamente venivano estrapolati gli aspetti teorici con cui un costruttore presentava le prerogative di un nuovo prodotto….e si verificava se le promesse corrispondessero ad effettivi vantaggi almeno strumentali.
Il fatto che le due voci sopra non interessino più ad un così cospicuo campione di utenti social fornisce già la risposta al perché pressoché tutti i siti web dei costruttori odierni non si curino di pubblicare misure e a volte non si dichiari neppure più se un diffusore è funzionante in bass-reflex o in sospensione pneumatica…il disinteresse verso la tecnica nei social si evidenzia bene dalla suddetta votazione…ed i costruttori lo seguono strofinandosi le mani.
Terza considerazione sui seguenti aspetti:
-la sua estetica
-i materiali impiegati e la cura costruttiva all’interno
Appena il 6% ha votato la prima voce…eppure tutti i costruttori spendono moltissimo nell’estetica “da sogno” con cui i loro prodotti vengono presentati sui loro siti web, altrettanto dicasi nelle fiere nonchè la maggior spesa costruttiva in questo settore è frequentemente posta alla voce “estetica”.
Curiosamente tutti gli appassionati che pubblicano foto e filmati del loro impianto presentano sempre sistemi esteticamente molto curati e in molti casi veramente molto belli ed appariscenti. Tutti o quasi presentano le elettroniche in mezzo ai diffusori….eppure molti appassionati sono consapevoli che avrebbero un vantaggio come immagine sonora nel mettere tali elettroniche a lato degli stessi tuttavia preferiscono lasciarle in mezzo perché esteticamente il risultato è decisamente più bello.
Personalmente temo quindi che la maggior dicotomia riscontrabile tra ciò che pensiamo coscientemente e ciò che muove effettivamente le nostre azioni in termini di scelte si trovi proprio alla voce “estetica”.
In quest’ottica la cura costruttiva interna ed i materiali impiegati sono aspetti che comportano una estetica (interna o esterna) migliore mentre sul supposto vantaggio sul “suono” legato alla “qualità percepita” dei componenti da parte dell’appassionato vi sarebbe tecnicamente molto da dire e la cosa ci porterebbe lontano dalle considerazioni legate ad un sondaggio. Comunque sembra evidente che la qualità percepita della costruzione abbia sostituito in toto le verifiche strumentali nelle priorità dell’appassionato.
Quarta e ultima considerazione:
-il suo suono ascoltato a casa propria
-il suo suono ascoltato in negozio
-il parere di un professionista che considero competente
-il parere di un amico che considero competente
A fronte del 32% di persone che scelgono in base all’ascolto a casa propria se sommiamo le percentuali delle altre tre voci otteniamo ben il 35%.
Perché sommare le altre tre voci? Perché nessuna delle tre potrebbe avere alcuna valenza per i seguenti motivi:
Il suono che si ascolta in un negozio lo si fa sempre con un sistema totalmente diverso dal proprio e in un ambiente totalmente diverso dal proprio e quindi le indicazioni che si possono ottenere anche se pure a confronto tra due apparecchi sono minimali e andrebbero sempre ripetute a casa propria prima di un acquisto. Il parere di un amico che consideriamo competente o di un professionista possono (nel caso migliore ovvero se sincere e non “pilotate” da terzi) portare ad esiti che potrebbero essere simili ma anche molto diversi da quelli che apprezzano le nostre orecchie…siete certi che ciò che va bene per qualcun altro vada bene per voi? Potreste avere metodi di valutazione totalmente diversi. Per contro la chiusura negli ultimi trent’anni di molti punti vendita ha reso sempre più difficile l’ascolto a casa di oggetti che incuriosiscono….da cui la scelta per una delle altre tre soluzioni potrebbe non essere una “scelta” ma quasi un obbligo se si abita molto lontani da un rivenditore.
Curioso infatti che sia maggiore la percentuale di chi rimanda ad altri le proprie scelte in tema di ascolto.
Se siete arrivati a leggermi fino alla fine vi ringrazio e spero possiate trarre qualche spunto di riflessione da quanto sopra e dai dati evidenziati da questo sondaggio….quando si riflette non si perde mai il proprio tempo.
Con attuali 130 persone che hanno partecipato al sondaggio (al momento) la situazione è quella rappresentata in foto. Questo mi pare sia già un campione statisticamente rilevante per poter trarre qualche considerazione.
Prima considerazione sui seguenti tre aspetti:
-Il parere espresso in una recensione
-il parere espresso sui social
-il blasone del marchio
Nessun voto per queste tre voci.
Scorrendo qualche messaggio su questo gruppo social non credo si fatichi molto a trovare qualcuno che chiede consiglio sull’opportunità di mettere quel cavo o quell’amplificatore al posto del suo….poi bisognerebbe informare la moltitudine di riviste on-line (e cartacee) che nessuno a quanto pare compra nulla in base alle loro recensioni….nonchè porsi qualche domanda sul come mai gli impianti che vengono normalmente fotografati da parte di persone che non ritengono di essere affascinati dal blasone del marchio in realtà siano composti quasi sempre con qualcuno di quei 15-20 nomi che solitamente circolano.
Sia chiaro…sono convinto che le risposte date da parte vostra siano state sincere…ma temo che ciò di cui si è coscientemente convinti non sia esattamente la stessa cosa di ciò che inconsciamente rappresenta il motore che ci anima.
Seconda considerazione sui seguenti aspetti:
-le misure strumentali verificate da una rivista
-i vantaggi teorici spiegati dal costruttore
Nessun voto per entrambi.
Per chi come me è un tecnico con già parecchi peli bianchi (e per cui la passione per l’alta fedeltà iniziò leggendo riviste cartacee negli anni 70 ovvero moolto prima che internet trovasse divulgazione) c’è da rimanere piuttosto sconvolti dal fatto che ormai nessuno attribuisca importanza a quelli che sono gli UNICI dati oggettivi con cui possiamo valutare la qualità di un apparecchio ovvero le misure strumentali. Certo tali misure non sono sufficienti e anche un amplificatore perfettamente lineare sappiamo che potrebbe suonare male (…anche molto male) ma ci troviamo nella classica “conditio sine qua non” ovvero una condizione necessaria per poter avere un buon suono e per poter (potenzialmente) andare oltre ma non sufficiente (e purtroppo non abbiamo ancora una misura strumentale che funzioni tenendo conto delle leggi della psicoacustica con cui invece funziona il nostro apparato uditivo) ma in caso che, ad esempio, un amplificatore abbia una risposta in frequenza su carico reale tutt’altro che lineare (e sul mercato odierno ce ne sono moltissimi…) il poterlo strumentalmente evidenziare ci dice già che quello sarà un apparecchio che presenta caratteristiche palesemente “proprie” e che quindi andrebbe scartato se vogliamo parlare di “Alta Fedelta”. Stessa cosa dicasi per le risposte in frequenza di tutti i sistemi di trasduzione elettroacustica, ci sono diffusori in commercio oggi la cui risposta in frequenza permetterebbe già da sola un giudizio inappellabile. Ma se non ci si preoccupa di questo aspetto si favorisce inevitabilmente una maggiore commercializzazione di progetti che di valido non hanno nulla.
La preparazione nell’affrontare almeno un poco di tecnica con cui alcune riviste cartacee educavano i lettori dell’epoca si è lentamente ma inesorabilmente perduta nella disaffezione per la carta in favore del facile e gratuito mondo social dove nulla si paga ma nulla o quasi si ha in tema di effettivo apprendimento. Personalmente conosco solo la rivista Stereophile tra quelle on-line che continua ad eseguire test strumentali…sicuramente ce ne saranno altre ma ormai la maggioranza degli appassionati non è neppure più educato ad interpretarla una misura in modo corretto.
Analogamente venivano estrapolati gli aspetti teorici con cui un costruttore presentava le prerogative di un nuovo prodotto….e si verificava se le promesse corrispondessero ad effettivi vantaggi almeno strumentali.
Il fatto che le due voci sopra non interessino più ad un così cospicuo campione di utenti social fornisce già la risposta al perché pressoché tutti i siti web dei costruttori odierni non si curino di pubblicare misure e a volte non si dichiari neppure più se un diffusore è funzionante in bass-reflex o in sospensione pneumatica…il disinteresse verso la tecnica nei social si evidenzia bene dalla suddetta votazione…ed i costruttori lo seguono strofinandosi le mani.
Terza considerazione sui seguenti aspetti:
-la sua estetica
-i materiali impiegati e la cura costruttiva all’interno
Appena il 6% ha votato la prima voce…eppure tutti i costruttori spendono moltissimo nell’estetica “da sogno” con cui i loro prodotti vengono presentati sui loro siti web, altrettanto dicasi nelle fiere nonchè la maggior spesa costruttiva in questo settore è frequentemente posta alla voce “estetica”.
Curiosamente tutti gli appassionati che pubblicano foto e filmati del loro impianto presentano sempre sistemi esteticamente molto curati e in molti casi veramente molto belli ed appariscenti. Tutti o quasi presentano le elettroniche in mezzo ai diffusori….eppure molti appassionati sono consapevoli che avrebbero un vantaggio come immagine sonora nel mettere tali elettroniche a lato degli stessi tuttavia preferiscono lasciarle in mezzo perché esteticamente il risultato è decisamente più bello.
Personalmente temo quindi che la maggior dicotomia riscontrabile tra ciò che pensiamo coscientemente e ciò che muove effettivamente le nostre azioni in termini di scelte si trovi proprio alla voce “estetica”.
In quest’ottica la cura costruttiva interna ed i materiali impiegati sono aspetti che comportano una estetica (interna o esterna) migliore mentre sul supposto vantaggio sul “suono” legato alla “qualità percepita” dei componenti da parte dell’appassionato vi sarebbe tecnicamente molto da dire e la cosa ci porterebbe lontano dalle considerazioni legate ad un sondaggio. Comunque sembra evidente che la qualità percepita della costruzione abbia sostituito in toto le verifiche strumentali nelle priorità dell’appassionato.
Quarta e ultima considerazione:
-il suo suono ascoltato a casa propria
-il suo suono ascoltato in negozio
-il parere di un professionista che considero competente
-il parere di un amico che considero competente
A fronte del 32% di persone che scelgono in base all’ascolto a casa propria se sommiamo le percentuali delle altre tre voci otteniamo ben il 35%.
Perché sommare le altre tre voci? Perché nessuna delle tre potrebbe avere alcuna valenza per i seguenti motivi:
Il suono che si ascolta in un negozio lo si fa sempre con un sistema totalmente diverso dal proprio e in un ambiente totalmente diverso dal proprio e quindi le indicazioni che si possono ottenere anche se pure a confronto tra due apparecchi sono minimali e andrebbero sempre ripetute a casa propria prima di un acquisto. Il parere di un amico che consideriamo competente o di un professionista possono (nel caso migliore ovvero se sincere e non “pilotate” da terzi) portare ad esiti che potrebbero essere simili ma anche molto diversi da quelli che apprezzano le nostre orecchie…siete certi che ciò che va bene per qualcun altro vada bene per voi? Potreste avere metodi di valutazione totalmente diversi. Per contro la chiusura negli ultimi trent’anni di molti punti vendita ha reso sempre più difficile l’ascolto a casa di oggetti che incuriosiscono….da cui la scelta per una delle altre tre soluzioni potrebbe non essere una “scelta” ma quasi un obbligo se si abita molto lontani da un rivenditore.
Curioso infatti che sia maggiore la percentuale di chi rimanda ad altri le proprie scelte in tema di ascolto.
Se siete arrivati a leggermi fino alla fine vi ringrazio e spero possiate trarre qualche spunto di riflessione da quanto sopra e dai dati evidenziati da questo sondaggio….quando si riflette non si perde mai il proprio tempo.
Massimo
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antobit73
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- Iscritto il: ven 31 ago 2018, 22:44
Re: Sondaggio su social
curiosità a parte...mi pare un sondaggio di mercato fatto da chi vuol ufficialmente entrare nel mercato.
vuoi lanciarti nel mercato regolare(con pro e contro che ciò comporta)?
vuoi lanciarti nel mercato regolare(con pro e contro che ciò comporta)?
- M.Ambrosini
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Re: Sondaggio su social
Ma per carità...sto solo evidenziando (con un sentimento che è a metà strada tra l'amarezza ed il cinismo) le incongruenze degli appassionati esoterici odierni. Non ho tra l'altro fatto una quinta considerazione (per evitare malumori), relativa all'ascolto fatto in casa propria....perché sono convinto che (al pari delle altre dichiarazioni non congruenti) la verità VERA (e non quella percepita...) determinerebbe in quel gruppo un numero di persone effettivamente interessate al suono del proprio impianto che a mio avviso rasenterebbe percentuali ad una singola cifra: chi non è interessato all'estetica ed al blasone del proprio sistema ma SOLAMENTE al suono si è inevitabilmente preoccupato da tempo di testare e mettersi in casa quegli apparecchi che vengono consigliati sul mio sito da più di vent'anni (o di provarne altri simili) ...solo una statua di creta non si muove...ma quando ci si rende conto che il suono dipende da ben altri fattori di quelli che vengono sapientemente "venduti" ci si muove di conseguenza se ciò che interessa è solo il suono...non ci si ferma certo a certi impianti "ingessati".antobit73 ha scritto: ven 23 ago 2024, 14:06 curiosità a parte...mi pare un sondaggio di mercato fatto da chi vuol ufficialmente entrare nel mercato.
vuoi lanciarti nel mercato regolare(con pro e contro che ciò comporta)?
Massimo
-
antonio
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- Iscritto il: ven 8 gen 2021, 15:32
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Re: Sondaggio su social
Caro massimo, questo sondaggio è, a mio avviso, completamente inaffidabile e fasullo, dal momento che la percentuale più rilevante ha risposto che la scelta è fatta in base al suono degli apparecchi ascoltati a casa propria...ma quale negozio ti concede di ascoltare a casa tua un accuphase, un McIntosh, un luxman o una sonus faber? Dubito che tutti questi hanno un conoscente/amico così disponibile da trasportare in giro un oggetto da 30/40 kg ( quando va bene) per non parlare di diffusori di grosse dimensioni....... come pure inverosimili le risposte sul suono ascoltato in negozio oppure sulle indicazioni di recensioni giornalistiche .....
-
marioasciuti
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- Iscritto il: gio 15 feb 2018, 0:17
Re: Sondaggio su social
Giustissimo.
L'utenza hi end generalmente acquista considerando gli elementi di marketing che ho citato prima. Realizza un sistema e se lo porta a casa, iniziando un calvario di modifiche, sostituzioni, acquisti di accessori miracolosi, cavi ciabatte e vibratori, che non ha mai pace.
Comprano, rivendono, ricomprano e rivendono, alimentando il proficuo mercato dell'usato con il quale alcuni, se non tutti, rivenditori, fanno affari d'oro.
L'utenza hi end generalmente acquista considerando gli elementi di marketing che ho citato prima. Realizza un sistema e se lo porta a casa, iniziando un calvario di modifiche, sostituzioni, acquisti di accessori miracolosi, cavi ciabatte e vibratori, che non ha mai pace.
Comprano, rivendono, ricomprano e rivendono, alimentando il proficuo mercato dell'usato con il quale alcuni, se non tutti, rivenditori, fanno affari d'oro.
- M.Ambrosini
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Re: Sondaggio su social
Attualmente siamo già nello step successivo a mio parere, ovvero quello che abbiamo rappresentato qualche mese fa nell'editoriale del forum:marioasciuti ha scritto: sab 24 ago 2024, 7:37 Giustissimo.
L'utenza hi end generalmente acquista considerando gli elementi di marketing che ho citato prima. Realizza un sistema e se lo porta a casa, iniziando un calvario di modifiche, sostituzioni, acquisti di accessori miracolosi, cavi ciabatte e vibratori, che non ha mai pace.
Comprano, rivendono, ricomprano e rivendono, alimentando il proficuo mercato dell'usato con il quale alcuni, se non tutti, rivenditori, fanno affari d'oro.
https://hifi.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=2064
Massimo