Buona domenica a tutti.
Scrivo per condividere alcune riflessioni sull’IA e in generale su quello che sta accadendo nel mondo della produzione musicale, che inesorabilmente si riverbera sulla nostra passione/hobby. Sono partito chiedendomi come mai il mercato dell’usato HiFi — non solo sul nostro forum — sia boccheggiante e ho dipanato queste considerazioni, a tratti poco confortanti.
Premessa: suono per diletto e ho vari amici musicisti, qualcuno che lavora in studi di registrazione di medio livello. Quanto segue preoccupa molto i musicisti professionisti con cui ho parlato, che vedono restringersi ancora di più le opportunità per suonare e campare di musica in un futuro che è più prossimo di quanto sembri.
C’è un grande dibattito online sul disinteresse della cosiddetta Gen Z per la musica, e i principali imputati sono la scarsa concentrazione, l’eccesso di offerta, la facilità di accesso e l’abbondanza di alternative. Un tizio che non conosco (davidhansen2748) ha postato questo messaggio che coglie un aspetto importante secondo me, lo copiaincollo con link alla fonte:
https://www.youtube.com/watch?v=Ag4iFa6E_yY
"Game consoles are the new stereo systems. People gather around them to experience the games, discuss strategies and tactics, play with and against their friends, compare graphics and sound effects, share your favorite publishers and streamers. If you want to have fun playing music, you generally have to be good enough that someone else (not necessarily a friend) doesn't mind listening to you. To have fun playing a game, you only have to do a little better than you did last time. And you don't need anyone else to tell you whether you're getting better or not -- the game will tell you by keeping score.
In short, when music went from being a shared experience to a a private one, a void was created. Games came along to fill that void."
Ma è solo un lato della questione, tutto sommato marginale in confronto a cosa è accaduto e sta accadendo con le IA generative applicate alla produzione musicale.
Ora come ora si può creare una canzone fatta e finita con un prompt all’IA di turno, semplicemente descrivendo a parole come deve essere. Ogni giorno vengono pubblicate 75000 nuove canzoni su spotify, la maggior parte delle quali sono prodotte in questo modo e si è creato un mare magnum in cui nessuno ascolta più nulla e le chances di essere notati per un autore esordiente sono praticamente ZERO.
SUNO è il più famoso servizio di IA generativa che con pochi spiccioli al mese permette a chiunque di creare canzoni complete con un prompt, senza alcuna competenza musicale, né di registrazione. La qualità della registrazione non è HiFi — non lo è ANCORA – ma è accettabile per la maggior parte degli auricolari per cellulare, dove è destinata ad essere ascoltata. La qualità artistica.. bè ho visto più di qualche professionista tentennare e cannare di brutto il test “cieco” di riconoscimento dell’IA: le canzoni sono ottime, semmai poco originali, ma ottime. Si sta pensando di mettere un avviso sulla falsariga degli OGM perché altrimenti non si riescono a distinguere. Gli studi di registrazione sono in crisi, oramai lavorano con pezzi prodotti dall’IA per sovraincidere le voci, ma sono già disponibili servizi per clonare la propria voce e sostituirla in un pezzo finito. E’ dura.
Per tornare all’HiFi, ho visto un’intervista di Rick Beato a Joe Bonamassa, un ex enfant prodige della chitarra blues, in cui racconta questo episodio: un suo fan gli ha mandato dei complimenti allegando il video mentre ascolta un suo brano con un mega impianto hifi (come massima espressione viene citata la McIntosh).. e Bonamassa gli ha risposto: “ma ti rendi conto che il tuo impianto costa tre volte quanto mi è costato PRODURRE quel disco?” (centomila dollari a detta sua).
E l’intervista continua sostenendo che oramai non ha più nessun senso spendere soldi per mega studi di registrazione e produzioni di livello dato che la maggior parte delle persone ascolta col telefono ed è totalmente indifferente alla qualità del disco prodotto. Figuriamoci dove sono i potenziali acquirenti di un impianto HiFi.
SUNO produce dei file decenti, perfetti per un ascolto nel telefonino, sicuramente destinati a migliorare giorno dopo giorno e questo uccide/ucciderà completamente il budget della produzione musicale. Potrà resistere solo l’incisione audiophile pagata profumatamente e indirizzata al mercato del lusso di chi ha un impianto McIntosh e deve testarlo.
Vedete qualche spiraglio di luce?
Antonio
McIntosh, gli auricolari e l'IA generativa
-
cicciobomba
- Messaggi: 160
- Iscritto il: mar 28 apr 2020, 13:54
- Località: Salerno
- M.Ambrosini
- Site Admin
- Messaggi: 4374
- Iscritto il: ven 9 feb 2018, 7:10
- Località: Ravenna
- Contatta:
Re: McIntosh, gli auricolari e l'IA generativa
NO.
Si dice che quando nella vita si trovano sempre più aspetti negativi significa che si sta invecchiando.
Nessuno è un buon giudice di se stesso per cui non mi sbilancio in questo senso ma di certo la mia fiducia su ciò che i miei sensi percepiscono in ogni ambito dello scibile va decisamente peggiorando.
Certo l’atteggiamento giusto sarebbe vedere sempre il bicchiere mezzo pieno…ma è un po’ difficile mettere in atto questa cosa dal momento che vedi chi te lo svuota quotidianamente.
Anche gli articoli che pubblico su AudioReview mi vengono corretti dall’AI per renderli discorsivamente più scorrevoli con il risultato che poi devo ricorreggerli nuovamente perché questa scrive anche (parecchie) cose inesatte tecnicamente accostando cose che non c’entrano una cippa lippa tra loro.
Di fronte a due strade in cui una è più semplice e comporta meno problemi apparenti (se osservata con la lungimiranza media dell’essere umano, ovvero quella di un lombrico), la scelta che normalmente facciamo è sempre quella più facile.
A distanza di tempo (a volte anni) poi i nodi vengono al pettine….perchè statene certi…vengono sempre al pettine.
Solo che nel frattempo la strada che era difficile se intrapresa qualche anno prima, è divenuta quasi impossibile.
Credi che questo riguardi solo la musica ? Temo sia un andazzo che abbraccia qualunque ambito. La superficialità che si ha in qualunque ambito è allucinante.C’è un grande dibattito online sul disinteresse della cosiddetta Gen Z per la musica, e i principali imputati sono la scarsa concentrazione, l’eccesso di offerta, la facilità di accesso e l’abbondanza di alternative
Un Mark Knopfler o un Jimi Hendriks (per non citarne tanti altri) non credo possano più venire alla luce in questo mondo…non perché non nascano più persone con capacità ed inventiva simile ma perché l’eccesso di offerta e la confusione vengono a “piallare” grandemente qualunque competenza effettiva in qualunque ambito tranne che nello sport ove i risultati sono oggettivi.
In qualunque altro ambito in cui serva la sensibilità umana per apprezzare un talento beh…AUGURI!
La sensibilità non va d’accordo con tutto ciò che è “mestiere” e che è "superficialità".
Ci sono fior di addetti ai lavori in alta fedeltà che hanno (molto) meno orecchio di mia moglie nel valutare una differenza…mestiere e passione non vanno d’accordo.
Proprio Mark Knopfler si rese conto di questa cosa mettendo la parola fine all’esplosivo successo mondiale dei Dire Straits che li portava ad essere continuamente in giro per il mondo…perché voleva mantenere la passione per la musica che invece stava perdendo.
Col senno del poi credo di poter affermare che se avessi trent’anni fa aperto una ditta in ambito audio quasi certamente non sarei arrivato ai risultati che ho invece conseguito come appassionato/ricercatore.
La passione è amore mentre il mestiere è solo freddo calcolo ripetitivo.
Ed è merce rara chi riesce ad essere appassionato del mestiere che fa.
Se a ciò aggiungi la superficialità dovuta a quel calderone internettiano ove chiunque può aprire bocca per sparare la sua perla di saggezza direi che confermo da parte mia il perentorio NO iniziale.
Massimo
-
hifi_disease
- Messaggi: 66
- Iscritto il: lun 26 feb 2018, 21:34
Re: McIntosh, gli auricolari e l'IA generativa
i punti sono due, uno sull'IA e uno sull'aifai.
io penso che l'IA sia uno strumento di portata realmente rivoluzionaria, di cui molto difficilmente possiamo immaginare gli sviluppi. tuttavia, nella storia il lavoro e l'arte si sono sempre trasformati e non sono mai spariti. sarà così anche stavolta. siamo all'alba di un mondo nuovo, molto diverso da quello che conosciamo.
sull'aifai, ripeto che non la vedo così nera. la musica ben riprodotta continua a colpire che la sente per la prima volta, "ggiovani" inclusi. il problema vero è secondo me la mutata struttura sociale. viviamo in case sempre più piccole, cambiamo città sempre più in fretta, siamo nomadi. tutto questo è una cattiva premessa per l'ascolto aifai, che vorrebbe un ambiente adeguato, possibilmente ampio, costruito con passione; tempo da dedicare all'ascolto, pochi vicini di casa... e mi fermo qui.
saluti,
disease
io penso che l'IA sia uno strumento di portata realmente rivoluzionaria, di cui molto difficilmente possiamo immaginare gli sviluppi. tuttavia, nella storia il lavoro e l'arte si sono sempre trasformati e non sono mai spariti. sarà così anche stavolta. siamo all'alba di un mondo nuovo, molto diverso da quello che conosciamo.
sull'aifai, ripeto che non la vedo così nera. la musica ben riprodotta continua a colpire che la sente per la prima volta, "ggiovani" inclusi. il problema vero è secondo me la mutata struttura sociale. viviamo in case sempre più piccole, cambiamo città sempre più in fretta, siamo nomadi. tutto questo è una cattiva premessa per l'ascolto aifai, che vorrebbe un ambiente adeguato, possibilmente ampio, costruito con passione; tempo da dedicare all'ascolto, pochi vicini di casa... e mi fermo qui.
saluti,
disease