«Ricordo ancora la domanda che fece il professore di filosofia il primo giorno di liceo: 'A che serve studiare? Chi sa rispondere?".
Qualcuno osò rispostine educate: "a crescer bene", "a diventare brave persone". Niente, scuoteva la testa. Finché disse: "Ad evadere dal carcere".
Ci guardammo stupiti. "L’ignoranza è un carcere. Perché là dentro non capisci e non sai che fare.
In questi cinque anni dobbiamo organizzare la più grande evasione del secolo. Non sarà facile, vi vogliono stupidi, ma se scavalcate il muro dell’ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto. E sarà difficile ingannarvi. Chi ci sta?"
Corrado Augias.
Questo è il primo editoriale “congiunto” del forum ovvero un editoriale frutto di un costruttivo confronto tra i due amministratori (il sottoscritto e Marco Amboldi) in quanto entrambi abbiamo trovato alcune discrepanze sul suddetto pensiero.
A nostro parere, le capacità critiche che un giovane sviluppa dipendono più dal valore delle persone che incontra piuttosto che dalle nozioni che impara a scuola. Può essere un genitore, un parente, un maestro, un professore o altri. Una volta che la fiamma è accesa, poi uno rimane curioso e attento per il resto dei suoi anni, approfondisce gli argomenti e rimane critico fino alla vecchiaia, indipendentemente dalla scolarizzazione effettiva.
Vi racconto un episodio che mi è recentemente accaduto. Per evitare inutili e sterili discussioni con il sempre crescente numero di “professori de noaltri” evito di frequentare qualunque altro forum o gruppo social, ho fatto un’eccezione ultimamente aprendo per curiosità un sondaggio su un gruppo facebook ad alta frequentazione in cui chiedevo:
“Buongiorno. Apro un piccolo sondaggio su questo gruppo mosso dalla curiosità di effettuare una fotografia delle competenze medie attuali, fotografia tanto più fedele quanto maggiore sarà la partecipazione al sondaggio medesimo. Il quesito è il seguente: siete consapevoli che il 99,9% dei diffusori oggi in commercio non sono temporalmente coerenti e quindi a fronte di un segnale multi frequenziale complesso come quello musicale non sono in grado neppure lontanamente di ricostruirne la forma d’onda in fase di riproduzione (con distorsioni lineari che possono arrivare a superare il 100%) ? “
1) Ne sono consapevole ed è udibile
2) Non ne ero consapevole.
3) Ne sono consapevole ma non è udibile.
4) Non è vero
A fronte di un pacifico sondaggio mi sono ritrovato personalmente attaccato (più che altro da persone che volevano mettersi in mostra) in un modo che proprio non mi sarei aspettato al punto che ho ritenuto meglio chiudere il post del sondaggio. Perché ve lo cito quindi? Perché prima di chiudere tale discussione il punto che aveva ottenuto la maggior votazione era un quinto punto aggiunto da un utente: “non me ne può fregar di meno”, ed è il motivo per cui ho riportato il suddetto pensiero di Augias che, per quanto con i suddetti limiti, sembra ormai anni luce dalla forma mentis attualmente più diffusa.
La divulgazione di internet e dei suoi facili “bar dello sport “ on-line in cui l’arroganza domina su tutto sta aumentando drammaticamente la protervia dell’ignoranza e credo che su ogni settore pagheremo cara la conseguenza di ciò con un crescente clima di intolleranza per chi non la pensa come noi.
Ci stiamo auto-chiudendo nella galera sopra citata con sempre più diffuso il pensiero per cui ci si autoritiene “al di sopra” dell’ignoranza per concessione divina e non perché si è letto o studiato un argomento.
La condizionabilità di un popolo siffatto è enorme e purtroppo non solo in campo audio, si evidenzia in modo perentorio anche nella ghettizzazione che avviene se si nominano alcuni personaggi politici in alcuni ambiti.
Sta crescendo l'intolleranza per tutto ciò che può sconvolgere "il sonno ad occhi aperti" in cui il navigatore internettiano vuole vivere ed in cui la sensibilità individuale è fin troppo oppressa dalla paura di sentirsi "fuori dal gruppo”per accorgersi della possibile presenza di un fiore in mezzo al deserto.
Oggi fa fortuna chi vende casse da 50000 euro non riconoscendo un sax da una tromba mentre se nascesse un Leonardo da Vinci ai nostri giorni temo che finirebbe i suoi giorni sotto un ponte.
Massimo Ambrosini
Marco Amboldi
Carcere
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