Editoriale e bias cognitivi
Inviato: gio 11 giu 2026, 9:20
Quando ho scritto l'editoriale di questo mese sapevo che sarebbe stato tra i meno letti...nessuno infatti considera se stesso come individuo condizionabile per cui di fronte ad un editoriale di questo genere si passa oltre ritenendo se stessi "al di la del fossato".
Vorrei raccontarvi a tal proposito un episodio che recentemente mi è capitato con una persona a fronte dell'ascolto di una differenza che al recente meeting tutti hanno ascoltato e ritenuto ben consistente con appena un singolo confronto "andata e ritorno": la differenza che si ha sul finale Sumo The Nine Plus a fronte della piccola modifica meccanica che ho suggerito su AudioReview del mese scorso.
Questa persona ha ascoltato questa differenza ponendo come condizione di non voler conoscere quale fosse la migliore o la peggiore condizione "perchè non voglio essere affetto da bias cognitivi", giusta premessa ho pensato.
Dopo svariati confronti tra queste due soluzioni ho chiesto:" hai sentito la differenza ?"
La risposta è stata: "mi spiace ma non ho mai sentito differenze tra questo genere di cose anche in altre circostanze proposte da miei amici".
E questo cosa altro è se non un bias cognitivo palesemente espresso?
Chi si è sottoposto a questo test lo ha fatto accomunando a priori le esperienze precedenti fatte con amici che ha ritenuto (erroneamente) simili con quanto da me dimostrato.
Il risultato pertanto non poteva che essere lo stesso nella sua mente. E quando la nostra mente si convince di qualcosa non c'è santo che tenga: tale convinzione diventa dominante.
E questo a fronte di differenze così evidenti che (ci guardavamo in faccia io e mia moglie increduli) avrebbe sentito anche una persona dotata di notevoli gap uditivi...se non fosse stata condizionata a priori.
Ovviamente non dirò chi è questa persona (neppure privatamente) in quanto non è questo che importa. Riporto solo questa esperienza come palese esempio di quanto sia condizionabile l'essere umano e lo diventi tanto più quanto più ritiene di non esserlo.
Per questo l'editoriale di questo mese andrebbe letto con estrema attenzione e senso critico...ma il senso critico è invece sempre più in disuso (perchè comporta fatica ragionare...e la fatica non la vuole più fare nessuno) sostituito dalla superficiale propensione ad etichettare velocemente tutto "a simpatie".
Con l'intelligenza artificiale che si sostituisce a quella naturale (che è per di più in calo) uno scenario futuro alla "matrix" non è purtroppo più da ritenere fantascienza a mio modesto avviso.
Vorrei raccontarvi a tal proposito un episodio che recentemente mi è capitato con una persona a fronte dell'ascolto di una differenza che al recente meeting tutti hanno ascoltato e ritenuto ben consistente con appena un singolo confronto "andata e ritorno": la differenza che si ha sul finale Sumo The Nine Plus a fronte della piccola modifica meccanica che ho suggerito su AudioReview del mese scorso.
Questa persona ha ascoltato questa differenza ponendo come condizione di non voler conoscere quale fosse la migliore o la peggiore condizione "perchè non voglio essere affetto da bias cognitivi", giusta premessa ho pensato.
Dopo svariati confronti tra queste due soluzioni ho chiesto:" hai sentito la differenza ?"
La risposta è stata: "mi spiace ma non ho mai sentito differenze tra questo genere di cose anche in altre circostanze proposte da miei amici".
E questo cosa altro è se non un bias cognitivo palesemente espresso?
Chi si è sottoposto a questo test lo ha fatto accomunando a priori le esperienze precedenti fatte con amici che ha ritenuto (erroneamente) simili con quanto da me dimostrato.
Il risultato pertanto non poteva che essere lo stesso nella sua mente. E quando la nostra mente si convince di qualcosa non c'è santo che tenga: tale convinzione diventa dominante.
E questo a fronte di differenze così evidenti che (ci guardavamo in faccia io e mia moglie increduli) avrebbe sentito anche una persona dotata di notevoli gap uditivi...se non fosse stata condizionata a priori.
Ovviamente non dirò chi è questa persona (neppure privatamente) in quanto non è questo che importa. Riporto solo questa esperienza come palese esempio di quanto sia condizionabile l'essere umano e lo diventi tanto più quanto più ritiene di non esserlo.
Per questo l'editoriale di questo mese andrebbe letto con estrema attenzione e senso critico...ma il senso critico è invece sempre più in disuso (perchè comporta fatica ragionare...e la fatica non la vuole più fare nessuno) sostituito dalla superficiale propensione ad etichettare velocemente tutto "a simpatie".
Con l'intelligenza artificiale che si sostituisce a quella naturale (che è per di più in calo) uno scenario futuro alla "matrix" non è purtroppo più da ritenere fantascienza a mio modesto avviso.